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Il legale di Djokovic presenta il ricorso contro l'espulsione dall'Australia: rischia di non poter tornare per 3 anni

Il ministero dell'immigrazione australiano ha annullato per la seconda volta il visto di Djokovic, il tennista n.1 al mondo fermato a Melbourne dove si è recato per partecipare agli Australian Open.

Il legale di Djokovic presenta il ricorso contro l'espulsione dall'Australia: rischia di non poter tornare per 3 anni
Novak Djokovic

globalist

14 Gennaio 2022 - 09.39


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La vicenda di Novak Djokovic non ha ancora una fine, anzi, il nuovo capitolo del ricorso da parte del suo avvocato non ha fatto altro che rincarare la dose.
Il governo di Canberra però non sembra essere intimorito da questo atto che potrebbe rivelarsi controproducente, infatti la ministra dell’immigrazione potrebbe espellerlo per 3 anni.

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Il ministero dell’immigrazione australiano ha infatti annullato per la seconda volta il visto di Djokovic, il tennista n.1 al mondo fermato a Melbourne dove si è recato per partecipare agli Australian Open.

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Il ministro australiano dell’Immigrazione, Alex Hawke, ha precisato in una nota che la decisione di annullare il visto concesso a Novak Djokovic è stata presa “per motivi di salute e di ordine pubblico”. La decisione implica che al giocatore serbo, che mirava al 21/o titolo di un Grande Slam, record agli Australian Open che iniziano lunedì, sarà vietato l’ingresso nel Paese per tre anni, tranne che in determinate circostanze.

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Un giudice in Australia ha deciso di tenere per oggi una udienza di emergenza sul caso del tennista Novak Djokovic. Lo riferisce lo stesso tribunale australiano.

L’annullamento del visto di Novak Djokovic – ha detto il primo ministro australiano Scott Morrison commentando la decisione – mira a proteggere il risultato dei “sacrifici” fatti dagli australiani durante la pandemia di Covid-19. “Gli australiani hanno fatto molti sacrifici durante questa pandemia e giustamente vogliono che l’effetto di quei sacrifici sia tutelato”, ha affermato Morrison in una nota, riferendosi al caso del giocatore serbo.

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“Le regole devono essere chiare. Lui ha ammesso di aver commesso un errore, però è un errore grossolano e non un errore da campione. Un campione si vede anche nel quotidiano. Non è stato certo un buon esempio”. E’ lapidario Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, sulla questione legata a Djokovicai, che dai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus afferma: “credo che il governo australiano farà la scelta più giusta”.

“Qui – dice – dobbiamo metterci in testa che c’è un problema e che le regole devono essere seguite, a maggior ragione quando si tratta di un personaggio che ha visibilità la regola deve essere da esempio. E’ come quando chiedono ad una personalità popolare se è vaccinata, quella non può appellarsi alla privacy. Se non ti sei vaccinato almeno spiega il motivo. Le regole valgono per tutti, ma quando sei un personaggio pubblico forse valgono un po’ di più”.

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La decisione di privare nuovamente Novak Djokovic del visto d’ingresso in Australia è scandalosa: a riferirlo in una prima reazione da Belgrado è stato Dragan Markovic Palma, leader del partito Serbia Unita e politico molto popolare nel Paese balcanico. In dichiarazioni alla tv privata Pink, Markovic Palma ha detto che tale decisione era per lui attesa poiché è noto l’atteggiamento poco amichevole dell’Australia nei confronti della Serbia.

“Evidentemente a qualcuno disturbava il fatto che Nole ha vinto per nove volte gli Australian Open, e di certo li avrebbe vinti anche per la decima volta poiché dal punto di vista psicologico è uno dei migliori sportivi, e sappiano quante volte ha vinto in incontri dati ormai per persi”, ha detto il politico serbo. A suo avviso, Djokovic e la sua famiglia ne usciranno ancora più forti.

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