Il ministro spiega il no a Djokovic: "La sua opposizione al vaccino può incoraggiare e non rispettare le regole"
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Il ministro spiega il no a Djokovic: "La sua opposizione al vaccino può incoraggiare e non rispettare le regole"

E' la tesi del ministro dell'Immigrazione Alex Hawke alla base della decisione della non concessione del visto a Novak Djokovic

Il ministro spiega il no a Djokovic: "La sua opposizione al vaccino può incoraggiare e non rispettare le regole"
Alex Hawke
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15 Gennaio 2022 - 11.22


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Il ministro dell’Immigrazione australiana spiega le motivazioni per le quali il governo di Canberra ha deciso di revocare il visto al tennista Novak Djokovic. La questione non è ancora finita perché il suo legale ha fatto ricorso alla giustizia australiana, ma tale richiesta non avrà probabilmente un esito favorevole per Djokovic .

Il pubblico australiano potrebbe “promuovere un simile disprezzo per i requisiti precauzionali dopo aver ricevuto un test Covid-19 positivo in Australia. In particolare, il suo comportamento può incoraggiare o influenzare altri a emulare la sua condotta precedente e non rispettare le misure di salute pubblica appropriate a seguito di un risultato positivo del test Covid-19, che di per sé potrebbe portare alla trasmissione della malattia e un grave rischio per la salute e un serio rischio per la loro salute e per gli altri”.

E’ la tesi del ministro dell’Immigrazione Alex Hawke alla base della decisione della non concessione del visto a Novak Djokovic. “Il signor Djokovic – prosegue il ministro – ha pubblicamente riconosciuto che è stato ‘un errore di giudizio’ partecipare a questa intervista e che avrebbe dovuto riprogrammare questo impegno dato che aveva ricevuto un risultato positivo del test in anticipo il 18 dicembre.

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