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Sileri sul Green pass: "Fieri di averlo adottato, sta contenendo l'aumento dei contagi"

Il sottosegretario alla Salute: "Lo abbiamo introdotto prima del primo luglio, quando effettivamente è entrato in vigore in Europa"

Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri
Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri

globalist

13 Novembre 2021 - 17.03


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“C’è da essere fieri dell’Italia, anche se saliranno i contagi. Perché davanti a un virus così, anche solo rallentare la sua avanzata nel tempo è gran un successo”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri nel suo intervento di stamattina al congresso di Confimprese Italia a Fiuggi.
“Quello he abbiamo fatto con audacia è stato introdurre il Green pass oltre quello che era in uso comune in Europa”, spiega. “Lo abbiamo introdotto prima del primo luglio, quando effettivamente è entrato in vigore in Europa.
Lo abbiamo rafforzato il 6 agosto – continua – con obbligo del Green pass per le attività non lavorative, lo abbiamo rafforzato a settembre per le scuole e per i trasporti per arrivare infine al 15 ottobre, prevedendolo anche per i lavoratori.
“Questo iter ha portato ad aver circa un 1.1 mln vaccinati come prime dosi a settimana per ogni settimana di agosto. Erano 800 mila – dice Sileri – le ultime settimane ma 1,2 mln la prima settimana. E abbiamo mantenuto mezzo milione di prime dosi ogni settimana per il mese di settembre.
Questo ha portato l’Italia ad avere oltre 46 milioni di persone vaccinate, il che significa aver messo il paese in sicurezza, perché, nonostante ciò che dicono i no vax, se sei vaccinato hai 10 volte in meno il rischio di andare in terapia intensiva e morire”.
E sottolinea: ” Se si ha l’84-85%della popolazione over 12 vaccinata difficilmente il virus può fare danni”. Per il Sottosegretario Sileri questa è solo la prima parte del Green Pass. “Il Green pass, interpretato erroneamente come obbligo vaccinale indiretto, ha anche una parte diagnostica – spiega – perché oggi gli italiani non vaccinati sono obbligati a fare tampone o test per fare qualsiasi attività.
Questo fa sì che ogni 48/72 ore la persona è costretta a farsi una diagnostica e nel caso risulti positiva viene tirata fuori dal ‘pool’ di donatori di virus rispetto a quanto potrebbe accadere se non facesse quel tampone. È così che troviamo quel sommerso che altrimenti non si troverebbe. Scovare le catene di trasmissibilità grazie al sistema green pass consente di tenere bassi i numeri in Italia.

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