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Richeldi preoccupato: "Troppi anziani ancora non vaccinati, attenti alle mutazioni"

Lo studioso ex componente del Cts: "Serve una campagna di sensibilizzazione per gli over 60"

Il pneumologo Luca Richeldi, ex membro del Cts
Il pneumologo Luca Richeldi, ex membro del Cts

globalist Modifica articolo

27 Giugno 2021 - 10.47


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L’importanza dei vaccini la stiamo capendo adesso che i contagi sono bassissimi, ma sussistono ancora scettici che possono mettere in dubbio tutto ciò che abbiamo fatto fino adesso.

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Luca Richeldi, pneumologo del policlinico Gemelli ha avvisato come molte persone a rischio in Italia non si siano ancora sottoposte alla vaccinazione.

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“La situazione, sia ben chiaro, è molto diversa perché abbiamo i vaccini. Però troppe persone oltre i 60 anni non colgono l’appuntamento con i centri di somministrazione e restano vulnerabili al virus. Tra 70 e 80 anni la letalità è del 10% quindi il rischio non si è estinto. Sono molto preoccupato per loro. Ci vuole una campagna di sensibilizzazione rivolta a questa fascia di età. Oppure andiamoli a cercare casa per casa per avviare un dialogo costruttivo”.

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“Non parlano solo i numeri a favore dei vaccini, ma quello che succede negli ospedali. Da molte settimane in un policlinico grande come il nostro non sono stati ricoverati per Covid pazienti completamente immunizzati. Dovrebbe bastare questa evidenza per persuadere gli esitanti, a maggior ragione considerando le varianti del virus”, sottolinea Richeldi.

Per l’ex membro del Cts “bisogna prepararsi a un possibile aumento dei contagi dopo un’estate giustamente vissuta in libertà. Spero che tutti trascorrano questi mesi con senso di responsabilità e consapevolezza. Il virus c’è ancora nel mondo e più resta in giro più cresce la possibilità che emergano mutazioni capaci di ‘bucare’ i vaccini. Non si può certo rischiare”.

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