Lo studio: purtroppo il ​tocilizumab non riduce la mortalità da Covid, ma...
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Lo studio: purtroppo il ​tocilizumab non riduce la mortalità da Covid, ma...

È quanto emerge da un paper pubblicato sul New England Journal of Medicine realizzato dagli scienziati dell'Università della California San Diego Health

Il tocilizumab
Il tocilizumab
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2 Marzo 2021 - 13.37


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Lao studio sul tocilizumab, un farmaco immunosoppressore attualmente utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide e dell’artrite idiopatica giovanile sistemica, non ha portato a risultati significativi contro il nuovo coronavirus. È quanto emerge da un paper pubblicato sul New England Journal of Medicine realizzato dagli scienziati dell’Università della California San Diego Health.

“Il tasso di mortalità a 28 giorni e lo stato clinico dei pazienti a cui è stato somministrato il medicinale – afferma Atul Malhotra dell’Universita’ della California San Diego Health – non risultano migliorati in modo significativo, ma abbiamo comunque notato alcuni benefici, come una minore necessità di ventilazione meccanica”.

Il team ha coinvolto un totale di 452 pazienti con casi confermati di polmonite legata a Covid-19, ricoverati in 62 diversi ospedali in nove paesi. Gli scienziati hanno somministrato tocilizumab ad alcuni pazienti e un placebo al gruppo di controllo, seguendo uno schema controllato e randomizzato.

“Non abbiamo riscontrato differenze significative nel decorso della malattia in base all’assunzione di tocilizumab – riporta l’esperto – ma non sono emersi effetti collaterali legati al farmaco e il trattamento potrebbe avere qualche beneficio terapeutico durante i ricoveri ospedalieri e nella riduzione delle tempistiche di permanenza in unita’ di terapia intensiva”.

“Sebbene sia importante essere cauti nell’interpretazione degli esiti secondari – precisa il ricercatore – il nostro studio potrebbe rivelarsi utile per la progettazione delle prossime indagini volte a esplorare l’efficacia del tocilizumab in combinazione con corticosteroidi”.

Gli autori sottolineano che il lavoro ha considerato solo pazienti con sintomatologia acuta, per cui i risultati in caso di malattia meno aggressiva potrebbero essere diversi. “Ci sono pochissime terapie comprovate per Covid-19 in forma grave – conclude Malhotra – il che rappresenta una delle principali sfide di questa pandemia. Dobbiamo proseguire le ricerche e saperne di più sul virus e sulle armi che abbiamo a disposizione per combattere questa minaccia”. 

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