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Il virologo Crisanti: "Ecco perché ho due riserve sulla app Immuni"

Il professore ha partecipato ad una iniziativa benefica a Vo', paese veneto simbolo dell'epidemia: "Una operativa e una di carattere di governance"

Andrea Crisanti
Andrea Crisanti

globalist

12 Giugno 2020 - 13.51


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Lui è diventato molto popolare e la sua figura ha rischiato di oscurare Zaia. Da qui le continue punzecchiature del presidente della regione Veneto per sminuire il suo ruolo nella gestione dell’epidemia.
“Sulla app Immuni ho due riserve: una operativa e una di carattere di governance”.
Lo ha sottolineato, rispondendo alle domande dei giornalisti, il virologo Andrea Crisanti intervenendo oggi ad una iniziativa benefica a Vo’, paese veneto simbolo dell’epidemia da Covid e luogo del primo focolaio in Italia e del primo decesso da coronavirus.
“La prima è che dicono che dovrebbe aderire il 60% della popolazione – ha spiegato – ma la probabilità che due che ce l’hanno sul proprio telefonino si incontrino è il 36%, purtroppo. E se poi i casi identificati sono una frazione di quelli reali la percentuale scende ancora. Quindi ho dubbi sulla capacità di tracciare. Poi ho riserve in merito alla governance perché essendo non perimetrata da una legislazione ci dovrebbe essere una differenza netta tra chi l’ha sviluppata e chi la gestisce perché ci si trova in una situazione di forte asimmetria di conoscenza”.

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