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L'Oms avverte: "Dispiace dirlo ma la pandemia è tutt'altro che finita"

Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus dell'Organizzazione mondiale della sanità: "Ora va affrontata la tempesta, poi valuteremo le scelte che abbiamo fatto"

Maria Van Kerkhove
Maria Van Kerkhove

globalist

8 Giugno 2020 - 17.12


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In Italia le cose vanno decisamente meglio ma in altre aree del mondo, le Americhe e zone dell’Asia l’emergenza continua.
“Mi dispiace dirlo, perché tutti vorremmo non fosse così, ma la pandemia è tutt’altro che finita. Vediamo segnali positivi in alcuni Paesi, ma in altri dobbiamo dire che la risposta non è adeguata. Però è possibile intervenire, costruire questa risposta, le infrastrutture necessarie, anche formando il personale sanitario al meglio”.
A sottolinearlo Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in conferenza stampa a Ginevra.
Secondo l’esperta ora è il momento di “concentrarsi sui casi sintomatici perché se li individuiamo e li seguiamo al meglio riduciamo drasticamente la diffusione del virus. Ed è raro che un soggetto asintomatico infetti un altro individuo dai dati pubblicati che abbiamo”.
“Ora – ha aggiunto Michael Ryan, capo del programma per le emergenze sanitarie dell’Oms, rispondendo a una domanda su un nuovo report del governo cinese sulla risposta al Covid-19 – dobbiamo focalizzarci sull’andare avanti; tutti i documenti che vengono pubblicati sono interessanti e li accogliamo con favore, ma adesso è il momento di andare avanti e prepararci al futuro, supportando i paesi che si trovano nel bel mezzo di una tempesta. Ci sarà tempo per tornare indietro e guardare a quello che è stato fatto, alle decisioni che sono state prese a tutti i livelli, tecnicamente, politicamente, scientificamente, ma non ci sarà tempo, finché non avremo un vaccino”.

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