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Nuova giravolta dell'Oms sugli asintomatici non contagiosi: "Parlavamo di un set di dati limitato"

L'Oms chiarisce: "A volte i pazienti confondono l'essere asintomatico con l'avere sintomi lievi. Inoltre, molti sono contagiosi prima di sviluppare i sintomi".

Maria Van Kerkhove
Maria Van Kerkhove

globalist

9 Giugno 2020 - 17.47


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La notizia che l’Oms ha dichiarato che gli asintomatici hanno poca probabilità di contagiare ha suscitato parecchio scalpore perché, in effetti, la possibilità che gli asintomatici contagino quanto i sintomatici è stato il principale motivo per cui si è imposto il lockdown in maniera così totale. 
Ma ora l’Oms ha chiarito: L’esperta Maria Van Kerkhove aveva affermato che era “raro” che un asintomatico trasmettesse la malattia. Ma lei stessa ha poi spiegato: “Mi riferivo a un set di dati limitato”, sottolineando che sul tema restano molti punti oscuri. 
Van Kerkhove oggi è tornata sulle sue parole di ieri, spiegando che a volte i pazienti confondono l’essere asintomatico con l’avere sintomi lievi. Inoltre, molti sono contagiosi prima di sviluppare i sintomi. I tracciatori di contatti classificano queste persone tra i “presintomatici” piuttosto che tra gli asintomatici.
Van Kerkhove ha aggiunto che l’Oms stima che un 16% dei contagiati siano asintomatici e possano trasmettere il virus. Alcuni modelli suggeriscono che fino al 40% dei contagi possano derivare da asintomatici, ha aggiunto, ma servono altre informazioni. Van Kerkhove ha sottolineato che le sue parole ieri si riferivano a studi specifici e non costituivano un’indicazione generale.

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