Bonomi (Confindustria): "Il Presidente della Repubblica resti il garante della Costituzione"
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Bonomi (Confindustria): "Il Presidente della Repubblica resti il garante della Costituzione"

Bonomi, presidente di Confindustria: "La Costituzione ci obbliga a riconoscere al lavoratore un salario giusto e questa funzione è affidata alla contrattazione".

Bonomi (Confindustria): "Il Presidente della Repubblica resti il garante della Costituzione"
Carlo Bonomi
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15 Settembre 2023 - 12.54


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Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, ha fatto il bilancio di questo primo anno di governo Meloni e il consuntivo è tutt’altro che positivo. Il primo tema toccato da Bonomi durante l’assemblea annuale di Confindustria è stato però quello della proposta unitaria delle opposizioni sul salario minimo.

“La mera introduzione, non accompagnata da un insieme di misure volte a valorizzare la rappresentanza, non risolverebbe né la grande questione del lavoro povero, né la piaga del dumping contrattuale, né darebbe maggior forza alla contrattazione collettiva. La Costituzione ci obbliga a riconoscere al lavoratore un salario giusto e questa funzione è affidata alla contrattazione. L’industria negli ultimi vent’anni ha avuto dinamiche retributive di gran lunga superiori al resto dell’economia”.

Poi l’affondo sul governo: “Siamo tra coloro che credono che, in un ordinamento come il nostro, che correttamente ambisce a una maggiore stabilità di governo, il Capo dello Stato debba continuare a essere il garante della Costituzione. Siamo certi che Lei – dice rivolgendosi a Mattarella – continuerà a far sentire la sua voce ferma e ispirata a tutela dei principi della nostra democrazia, a sostegno delle scelte internazionali fatte liberamente dall’Italia, per l’osservanza e per l’attuazione dei diritti dei cittadini, a partire dai più fragili”.

“Senza democrazia non possono esserci né mercato né impresa, né lavoro né progresso economico e sociale. La democrazia è il cuore di un sistema produttivo plurale e aperto, che ha reso la nostra economia una delle più avanzate al mondo. Per le oltre 150mila aziende che Confindustria rappresenta, è la precondizione per costruire il futuro sostenibile dei nostri figli e del pianeta”.

“Sta a noi la creazione di un lavoro libero, sicuro e dignitoso. La tutela della sicurezza sul lavoro presuppone regole chiare e semplici e si fonda sulla prevenzione. La copertura dei contratti collettivi nell’industria manifatturiera oltre ad assicurare condizioni di lavoro regolari, garantisce la piena applicazione della normativa di salute e sicurezza”, sottolinea Bonomi all’assemblea annuale dell’associazione.

“La nostra visione, l’unica che per noi ha senso, è che sia necessario evitare gli incidenti valorizzando una logica partecipativa – ha sottolineato – una logica che unisca nelle azioni e nelle relative responsabilità, non che divida e contrapponga, eredità di vecchi antagonismi di classe”. 

“Dobbiamo migliorare l’inclusività del mercato del lavoro, soprattutto nei confronti dei giovani e delle donne e garantire la piena realizzazione dei diritti che enunciamo. Non è sufficiente introdurre obblighi per legge, servono interventi e politiche coerenti”, sottolinea il presidente di Confindustria, richiamando ancora una volta la Costituzione e sostenendo che “ora serve una correzione di rotta” capace di “promuovere tutte le condizioni affinché il diritto al lavoro sia effettivo”.

Servono quindi politiche industriali e politiche per il lavoro per “creare un mercato in cui concorrenza leale e competitività siano valori imprescindibili”.

La Costituzione pone il lavoro a “fondamento” della Repubblica. Questo principio “deve essere tenuto in grande considerazione, soprattutto in un momento in cui le transizioni, specie quella digitale e green, stanno rapidamente cambiando la struttura economica e sociale del nostro Paese e, con essa, la stessa natura del lavoro”. E aggiungo: “I tempi ci inducono a una lettura più attenta della nostra Costituzione”. 

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