Ucraina, Delrio (Pd): "Senza politica è una follia parlare di riarmo"
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Ucraina, Delrio (Pd): "Senza politica è una follia parlare di riarmo"

Graziano Delrio: "Ora serve un suo sforzo diplomatico sull'Ucraina. Senza la politica, parlare di riarmo è follia".

Ucraina, Delrio (Pd): "Senza politica è una follia parlare di riarmo"
Graziano Delrio
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29 Agosto 2023 - 11.29


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Graziano Delrio, esponente del Pd, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano ha parlato dei temi più caldi della politica italiana e internazionale, come l’emergenza migranti e la guerra in Ucraina.

“Bisogna ragionare in termini di difesa comune europea. Già 70 anni fa Alcide De Gasperi sosteneva che l’Europa dovesse andare in questa direzione. Il governo Draghi, saggiamente, ha già spostato al 2028 il termine per portare i nostri investimenti militari al 2 per cento. Ma il punto non sono più i numeri, bensì la strategia della Ue, che è rimasta un nano politico. Ora serve un suo sforzo diplomatico sull’Ucraina. Senza la politica, parlare di riarmo è follia”.

“Gli aiuti non sono certo la causa della guerra, determinata dalla volontà di potenza della Russia, che ha violato il diritto internazionale. La priorità ora è che la Ue nomini un inviato per la pace, che deve essere giusta e non una resa. Il Papa ha messo in campo il cardinale Zuppi. E tanti Paesi, dalla Cina all’India, si sono mossi sul piano diplomatico. Possibile che sia assente l’Europa?”.

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“Il problema è il virus del nazionalismo che affligge l’Europa, mentre servirebbe un’azione comune, dai migranti al Patto di stabilità. Lavoro da tempo a una mozione parlamentare con cui invitare il governo a lavorare per una tregua e un’iniziativa diplomatica della Ue, di cui ho discusso anche con membri del centrodestra”.

“Non si affrontano problemi epocali con slogan come il blocco navale. Dopo il fallimento dei decreti Sicurezza di Salvini, la destra parte dall’idea che se i migranti arrivano in massa è per colpa della sinistra buonista e delle ong che li spingono a muoversi, ma sono bugie. Nessuno pretendeva miracoli, ma non dovevano smantellare il sistema di accoglienza diffusa, vanificando gli sforzi straordinari dei Comuni e delle cooperative, che vengono pagate dopo 8 o 10 mesi. Serve una politica diversa. E bisogna insistere in Ue per la revisione del Trattato di Dublino, e per una ripartizione equa dei migranti”.

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