Elezioni, Delrio (Pd): "Sconfitta seria, Elly Schlein apra un tavolo con Conte e Calenda"
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Elezioni, Delrio (Pd): "Sconfitta seria, Elly Schlein apra un tavolo con Conte e Calenda"

Graziano Delrio (Pd) sulle recenti elezioni amministrative: «E’ stata una sconfitta vera e seria. Senza perdere altro tempo, si faccia un tavolo Schlein, Conte e Calenda».

Elezioni, Delrio (Pd): "Sconfitta seria, Elly Schlein apra un tavolo con Conte e Calenda"
Graziano Delrio
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2 Giugno 2023 - 09.59


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La sconfitta alle amministrative nel centrosinistra ha aperto il primo vero confronto dopo le primari del Pd dello scorso 26 febbraio. La leadership di Elly Schlein, al momento, non sembra in discussione ma alcune riflessioni stanno venendo a galla tra i vari attori.

In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex ministro Graziano Delrio ha parlato della situazione. «E’ stata una sconfitta vera e seria. Ciò detto io sono sempre stato autonomista e quindi ritengo che le elezioni comunali siano in gran parte merito o demerito dei gruppi dirigenti locali. Quindi, così come sarebbe stato ridicolo attribuirsi la vittoria di Ancona a livello nazionale, sarebbe ridicolo attribuire la sconfitta in questa città alla segretaria».

«È vero che c’è un’aria di destra, che parte dalla Finlandia, passa per la Grecia, arriva in Italia e non è contrastabile in pochi mesi. Ma questo vento ha contribuito poco alla sconfitta. Ci vuole un cantiere aperto dove ci si mette lì e si costruisce il muro delle opposizioni, con proposte concrete. Senza perdere altro tempo, si faccia un tavolo Schlein, Conte e Calenda».

Fra i punti da cui partire, Delrio indica il salario minimo e la sanità pubblica, «perché Meloni sta smantellando la sanità territoriale». I leader «devono assumersi questa responsabilità e mettersi all’opera subito. C’è molta sofferenza su salari e sanità. Schlein non ha colpe nella sconfitta delle amministrative però ha il dovere di agire: c’è la necessità di proposte concrete che parlino alla gente». 

La segretaria «quando parla è sempre molto disponibile e aperta, non è assolutamente arrogante». Tuttavia «sembra non esserci ancora un metodo di lavoro che coinvolge tutti. Io, per esempio, l’ho sentita pochissime volte. Siamo a disposizione della segretaria per aiutarla. Poi è giusto che lei vada avanti con il suo gruppo dirigente: tocca a loro».

Per quanto riguarda la divisione nel Pd al Parlamento europeo sulle armi all’Ucraina, «usare i fondi del Pnrr per gli armamenti – commenta – è un errore e abbiamo chiesto che venisse tolto da quel provvedimento. Però alla fine quel decreto andava votato perché sostiene la lotta dell’Ucraina: tutti i partiti socialisti hanno detto di sì».  

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