La ministra Roccella contro i padroni dei cani: "Chi usa nomi da umani crea confusione, è un desiderio di famiglia"
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La ministra Roccella contro i padroni dei cani: "Chi usa nomi da umani crea confusione, è un desiderio di famiglia"

Eugenia Roccella contro i padroni dei cani: "Sento il richiamo dei proprietari rispetto ai propri cagnolini e sento Giovanni, Eugenio, Riccardo, addirittura nomi compositi: ho sentito pure Giovanni Maria. E' una confusione non casuale..." 

La ministra Roccella contro i padroni dei cani: "Chi usa nomi da umani crea confusione, è un desiderio di famiglia"
Eugenia Roccella
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30 Giugno 2023 - 15.49


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Il governo Meloni e i suoi esponenti, ogni giorno alzano l’asticella del grottesco. Intervenendo alla festa di Gioventù Nazionale “Fenix”, la ministra Eugenia Roccella si è scagliata contro le persone che danno ai cani dei nomi umani. E non è uno scherzo, nonostante la cosa possa risultare quantomeno ridicola.

“Io sono animalista, amo moltissimo cani e gatti, ho un cane e quattro gatti. Però, quando mi capita di portare il cane ai giardinetti, sento il richiamo dei proprietari rispetto ai propri cagnolini e sento Giovanni, Eugenio, Riccardo, addirittura nomi compositi: ho sentito pure Giovanni Maria”. 

“Comincia a diventare effettivamente abbastanza una confusione non casuale perché questo tentativo di appaiare in qualche modo i nomi umani che si danno ai bambini a quelli dei cani è sintomo di un desiderio, di un bisogno che evidentemente c’è: un bisogno di affettività, un bisogno in qualche modo di famiglia che però viene trasferito in maniera impropria sugli animali, sui cagnolini e così via”. 

“Anche Papa Francesco recentemente ha ricordato che si vedono passeggini che girano per la città e poi dentro trovi il cagnolino, ma questo appunto è una spia di una situazione che stiamo vivendo e che fa si che il nostro futuro, quando si parla di ‘Next generation’, sarà sempre piщ striminzita, sempre più piccola, perché quello che manca intorno a bisogni che sono ancora gli stessi, bisogni di affettività, calore, famiglia e comunità, manca una cultura che accompagni questi bisogni. Manca una cultura a difesa della vita, dell’umano, che sostenga la vita, l’umano e questi bisogni”.

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