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Pd, tanti con Bonaccini, pochi con Schlein ma Orlando o Cuperlo potrebbero candidarsi

Congresso del Pd, la scelta di Matteo Ricci di sostenere Bonaccini ha spiazzato la sinistra del partito che potrebbe andrae oltre Elly Schlein

Pd, tanti con Bonaccini, pochi con Schlein ma Orlando o Cuperlo potrebbero candidarsi

globalist Modifica articolo

9 Dicembre 2022 - 19.15


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Tutti con Bonaccini e quasi nessuno con Elly Schlein , che però non era iscritta al Pd. Ma i giochi sono tutt’altro che chiusi. Anzi.

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Sono pochi i dirigenti di spicco del Partito Democratico che si sono decisi a sostenerne la corsa alla segreteria. E, d’altro canto, a lei non sembra importare. Anzi: continua a ripetere di non volere il sostegno delle correnti. 

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Al contrario, è sempre più affollato di big il campo di Stefano Bonaccini. Dopo il sindaco di Firenze, Dario Nardella, oggi è stato il primo cittadino di Pesaro Matteo Ricci a indicare nel governatore del’Emilia-Romagna il candidato da eleggere per dare «una guida solida al partito». 

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L’obiettivo dichiarato di Ricci è quello di «mettere in campo i sindaci e aprire il dialogo con il M5s», nonché «spostare la barra di Bonaccini a sinistra». Una dichiarazione, quest’ultima, che chiama la domanda: perché non votare direttamente la candidata di sinistra, Elly Schlein? Il fatto è che per RicciSchlein è sì una candidata di indiscusso valore, ma non fornisce quella garanzia di esperienza e, appunto, solidità che si richiede a chi vuol guidare il Pd. 

«Un conto è allargare e un conto è guidare», dice Ricci: «Abbiamo bisogno di una guida solida. Io credo nella gavetta, ci credo molto. Penso che guidare organizzazioni complesse, partiti, enti locali, sia fondamentale». 

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A scandagliare le fonti del partito, tuttavia, emerge anche una sorta di diffidenza da parte del ceto dirigente Pd nei confronti della candidata che «sembra non voler parlare con nessuno dei nomi di peso. Gli esponenti», è il ragionamento che viene offerto, «hanno bisogno di rassicurazioni e il fatto che lei eviti qualsiasi interlocuzione con loro destabilizza e porta a rivolgersi a chi, invece, è pronto ad ascoltare», ovvero Bonaccini.

 Sta di fatto che oltre Nardella e Ricci, c’è il gruppo di Lorenzo Guerini, Base Riformista, ad appoggiare il presidente dell’Emilia-Romagna. Poi, Matteo Orfini, alcuni lettiani. E presto potrebbero arrivare anche nomi di insospettabili. Uno di questi, viene riferito, potrebbe essere Brando Benifei, capodelegazione del Pd a Bruxelles che con Coraggio Pd ha lanciato una piattaforma per il congresso. Potrebbe essere lui, secondo lo schema di Nardella seguito anche da Ricci, a portare la piattaforma in dote al candidato. In movimeno è anche il partito del Sud interno ai dem. Un partito nel partito che, fino a ieri, era dall’altra parte della barricata rispetto a Bonaccini. Soprattutto nella battaglia sul’Autonomia Differenziata. 

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In un recente seminario alla Camera, presieduto da Francesco Boccia, si è arrivati a un punto di caduta sul testo Calderoli riguardante l’Autonomia differenziata: un `niet´ deciso, ma che lasciava la porta aperta ad altre ipotesi di riforma. Sarebbe stata quella l’occasione per aprire un tavolo fra Bonaccini e gli esponenti del Pd nel Meridione. 

 Tra i nomi che si fanno ci sono quelli del governatore campano Vincenzo De Luca e di quello pugliese Michele Emiliano. Endorsement impensabili, solo fino a qualche giorno fa e resi possibili, stando a quanto viene riferito, dall’attenta regia offerta da Boccia. 

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Oltre ai governatori, guardano a Bonaccini il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. 

Con Schlein, al momento, resterebbe la sinistra dem – Peppe Provenzano era fra i 600 del Monk – oltre a qualche esponente vicino a Enrico Letta e alla componente Areadem di Dario Franceschini. 

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Rimane da capire come si schiereranno due nomi molto attesi in questa campagna congressuale, Da una parte Andrea Orlando e dall’altra Gianni Cuperlo. Il primo continua a battere sul tasto della costituente e dei temi. Tuttavia, viene riferito che Orlando sarebbe stato impressionato positivamente dal discorso con cui Elly Schlein ha annunciato la sua candidatura al congresso e avrebbe colto alcuni passaggi condivisibili, come quelli riguardanti il rapporto tra Stato e mercato oppure la critica al modello di sviluppo neoliberista o, ancora, sul tema dei nuovi lavori. 

Quella di Schlein, però, rappresenta una «sinistra diversa da quella di Orlando e Cuperlo», viene spiegato da fonti parlamentari dem, «più movimentista». Per questa ragione, tanto Orlando quanto Cuperlo erano in attesa di capire le vere intenzioni di Matteo Ricci. E, prima ancora, attendevano di sapere se della partita sarebbe stato Dario Nardella, la «terza via» che avrebbe potuto mettere d’accordo tante anime del Pd, compreso il succitato partito del Sud. 

Ora, la mossa di Matteo Ricci, potrebbe riaprire la strada alla candidatura dello stesso Orlando o di Gianni Cuperlo che tiene la porta aperta a questa ipotesi. L’ipotesi c’è, è concreta, riferiscono fonti parlamentari. 

Anche perché un pezzo di sinistra «più ortodossa» è convinta che Schlein sia una «bella potenzialità», ma non copre tutti i «target sociali» della sinistra di Orlando e Cuperlo: «Quella di Schlein è una sinistra più dei diritti che non del sociale e del lavoro», è la sintesi offerta da un dem alla Camera. Target che, a ben guardare, «potrebbero ritrovarsi di più in un amministratore di lungo corso come Bonaccini» che da presidente di Regione si confronta quotidianamente su questi temi.

 Una buona alternativa per questo pezzo della sinistra potrebbe essere anche Vincenzo Amendola, il cui nome è circolato nei giorni scorsi. È vero che Amendola è oggi molto vicino a Gentiloni e questa prossimità l’ha portato a occuparsi di più di Europa ed esteri, ma la sua storia politica è molto caratterizzata dai temi del lavoro e del sociale. Qualche indicazione potrebbe arrivare domani da Bologna dove si terrà il primo evento pubblico dell’associazione «Rosa Rossa» con, tra gli altri, Orlando, Schlein, Provenzano e Roberto Speranza.

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