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Manovra, la Cisl non aderisce agli scioperi: "Fermarsi ora è un errore"

Sbarra, segretario Cisl: «L'incontro con la premier Giorgia Meloni è stato positivo. Abbiamo ribadito la nostra valutazione sulla manovra e chiesto di migliorarla». 

Manovra, la Cisl non aderisce agli scioperi: "Fermarsi ora è un errore"
Luciano Sbarra della Cisl

globalist Modifica articolo

8 Dicembre 2022 - 10.27


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Il governo Meloni dovrà fronteggiare una lunga stagione di scioperi, indetta dai sindacati come risposta all’iniqua manovra presentata dal governo. Cgil e Uil sono compatti nell’iniziare le proteste dei lavoratori, mente la Cisl per il momento si è smarcata. La decisione l’ha spiegata il segretario generale Luigi Sbarra, in un’intervista al Corriere della Sera.

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«L’incontro con la premier Giorgia Meloni è stato positivo. Abbiamo ribadito la nostra valutazione sulla manovra e chiesto di migliorarla. Apprezziamo che i due terzi della manovra siano rivolti a dare continuità e a consolidare i sostegni a lavoratori, pensionati, famiglie e imprese colpiti dal caro energia e dall’inflazione. Sono positive anche alcune misure che recepiscono nostre proposte. Per esempio, l’innalzamento a 15mila euro dell’Isee per allargare la platea di famiglie che beneficiano del bonus sociale sulle bollette». 

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«Giudichiamo importante il taglio del cuneo, anche se lo sconto di tre punti va esteso alle retribuzioni fino a 35mila euro. Bene l’esonero contributivo per stabilizzazioni e assunzioni di giovani e donne fino a 36 anni, ma bisognerebbe alzare il tetto della decontribuzione oltre 6mila euro. Anche aver rafforzato l’assegno per il potenziamento del congedo parentale, misura che però va estesa ai padri. Riteniamo importante il fondo per sostenere gli acquisti delle fasce deboli, come pure aver disinnescato lo scalone sull’età pensionabile, a patto però che il governo avvii il confronto sulla riforma complessiva della previdenza. Infine, abbiamo chiesto di azzerare la tassazione sui premi aziendali e di estenderla ai lavoratori pubblici», ha aggiunto.

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Per la Cisl le priorità sono quelle di «ristabilire la piena indicizzazione delle pensioni tra 4 e 7 volte il minimo, perché il taglio deciso dal governo colpisce in questo caso non pensioni d’oro ma assegni da 1.600-1.700 euro al mese». «Inoltre – ha precisato Sbarra- non ci convince la stretta su opzione donna: bisogna prorogare gli attuali requisiti. Sul fronte lavoro, sono dannose le misure che estendono l’uso dei voucher, perché destrutturano il sistema contrattuale. Sul fisco, bisogna rafforzare la tracciabilità dei pagamenti e stringere le maglie contro l’evasione. Infine, abbiamo chiesto più risorse per sanità, scuola, servizi sociali, non autosufficienza e per il rinnovo dei contratti». 

«Ci sono chiari e scuri. È nel dialogo che possiamo e dobbiamo migliorare la manovra», ha ribadito il leader Cisl, sottolineando che «la presidente Meloni si è impegnata a un supplemento di valutazione sulle nostre proposte. Inoltre verranno aperti tavoli di confronto su pensioni, pubblica amministrazione, sicurezza sul lavoro, politiche industriali. Chiaro che giudicheremo dai frutti. I margini di redistribuzione ci sono: è quello che deve fare il governo. Nostro dovere è segnalare i profili di iniquità. E tra questi c’è l’indicizzazione delle pensioni».

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«Il sindacato non è diviso ma plurale – ha concluso – ci sono differenti giudizi sulla manovra, come l’anno scorso, ma questo non toglie che ci sia un comune sentire su grandi traguardi strategici. In questa fase, noi pensiamo che lo sciopero generale sia un errore, rischia di scaricare sacrifici economici sulle spalle dei lavoratori in una fase di grande difficoltà e di trasferire tensioni nei luoghi di lavoro».

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