Rave, Morgan contro il governo: "E' sbagliato vietarli, meglio creare alternative per i giovani"
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Rave, Morgan contro il governo: "E' sbagliato vietarli, meglio creare alternative per i giovani"

Morgan: «Ci sono aspetti torbidi e contorti nei rave party: ma il punto non è vietarli, arrestare i partecipanti e metterli in carcere; semmai, bisogna far sì che non siano attraenti per i giovani, proponendo idee alternative migliori».

Rave, Morgan contro il governo: "E' sbagliato vietarli, meglio creare alternative per i giovani"
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2 Novembre 2022 - 13.39


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Morgan, nome d’arte del musicista e cantante Marco Castaldi, è stato indicato dal sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi per guidare un dipartimento musica `ad hoc´ da creare all’interno del Mic. Contattato dall’AdnKronos, Morgan ha parlato del decreto del governo che criminalizza i rave e, con questi, anche i raduni non autorizzati.

«Ci sono aspetti torbidi e contorti nei rave party: ma il punto non è vietarli, arrestare i partecipanti e metterli in carcere; semmai, bisogna far sì che non siano attraenti per i giovani, proponendo idee alternative migliori».

«Le proposte, ovviamente, non devono essere noiose ma attraenti e audaci, con musica altrettanto interessante, per una forma di `concorrenza´ ai rave party che, fra l’altro, si svolgono anche in condizioni igieniche spesso molto precarie, talora quasi discariche. E poi, la musica va proposta con livelli tecnici di qualità, con i giusti decibel e le giuste armoniche e non con ascolti di suoni rimbombanti che rintronano il cervello e danneggiano l’organismo. Se si diffonde il suono a livello adeguato, la musica è un piacere; se si lascia al caso e si sparano a mille le amplificazioni non è più una bella esperienza».

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Ma, sottolinea Morgan, «prima di vietare i rave party, occorre conoscerli, vanno studiati bene i modi e i luoghi in cui si organizzano, cosa propongono, il livello della musica ascoltata; e offrire alternative migliori. Ad esempio, bisogna anche rendere più viva la nostra realtà quotidiana, che non si riduce soltanto al giorno ma comprende anche la notte, che non va spenta ma tenuta accesa. Smettiamola con gli orari imposti, perché la notte fa parte della vita e la musica, come il pane, si fa proprio di notte…».

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