Molinari presidente della Camera per una mattina: "Resterà capogruppo della Lega"
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Molinari presidente della Camera per una mattina: "Resterà capogruppo della Lega"

Prima la candidatura alla Camera e poi il dietro front di Matteo Salvini: "Ho chiesto a Riccardo Molinari la disponibilità a proseguire il suo mandato da capogruppo della Lega a Montecitorio"

Molinari presidente della Camera per una mattina: "Resterà capogruppo della Lega"
Riccardo Molinari
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13 Ottobre 2022 - 19.39


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Doveva essere lui il presidente della Camera ma non lo sarà: “Ho chiesto a Riccardo Molinari la disponibilità a proseguire il suo mandato da capogruppo della Lega a Montecitorio, nonostante avesse tutte le carte in regola per fare il Presidente della Camera».

Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. «Molinari è stato e sarà il miglior capogruppo possibile, ruolo per me politicamente più rilevante per i prossimi cinque anni» continua Salvini.

Meloni aveva confermato l’accordo su Riccardo Molinari ma..

Si è concluso alla Camera l’incontro tra il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi e la leader di Fratelli d’Italia e premier in pectore, Giorgia Meloni. “Anche qui la situazione è tranquillissima. Mi pare che l’indicazione sia quella di Riccardo Molinari, punto a chiudere elocemente”. Così Giorgia Meloni, sulla presidenza della Camera.

L’elezione del presidente scatta nei primi tre scrutini solo se si raggiunge la maggioranza dei 2/3 (pari a 267 voti). Nella seconda e nella terza votazione il quorum scende a 2/3 dei presenti. A partire dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta, pari a 201 voti.

Le votazioni avranno inizio – nella loro prima seduta – alle 10 alla Camera ed alle 10.30 al Senato. Storicamente la ‘fumata bianca’ arriva prima al Senato e poi alla Camera, spesso il giorno dopo. La votazione è segreta e per schede, e verranno usati i classici “catafalchi” per garantirne la riservatezza. Lo spoglio è pubblico ed avviene in Aula.

A Montecitorio la prima seduta sarà presieduta da Ettore Rosato di Italia Viva, vice presidente anziano nella scorsa legislatura. Verrà coadiuvato da quattro deputati segretari provvisori, cui competerà tenere il conto dello spoglio. L’elezione del presidente scatta nei primi tre scrutini solo se si raggiunge la maggioranza dei 2/3 (pari a 267 voti). Nella seconda e nella terza votazione il quorum scende a 2/3 dei presenti. A partire dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta, pari a 201 voti. C’è da ricordare che questa è la prima volta che si vota dopo la riforma costituzionale che drasticamente ridotto il numero dei parlamentari.

Molto diversa la procedura del Senato dove presiedere la prima seduta toccherebbe al senatore a vita ed ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il più anziano tra i componenti di Palazzo Madama (è  nato nel 1925). Tuttavia Napolitano non ci sarà a causa delle sue condizioni di salute. Lo scranno di presidente provvisorio andrà, dunque, ad un’altra senatrice a vita, Liliana Segre, nata nel 1930. Nei primi due scrutini (previsti per la prima seduta) per eleggere il presidente serve la maggioranza assoluta dei voti dei componenti dell’Assemblea. Ove non si raggiunga tale maggioranza (104 voti su 206), si procede ad una terza votazione in cui basta la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato questa maggioranza, il Senato procede al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che ne prende di più. A parità di voti sarà eletto il candidato più anziano di età.

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