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Garavaglia vuole fare come la Francia: "Ad aprile stop al Green pass"

Il ministro del Turismo a Repubblica: "L'utilizzo del tampone per gli stranieri va profondamente rivisto"

Garavaglia vuole fare come la Francia: "Ad aprile stop al Green pass"
Massimo Garavaglia

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15 Febbraio 2022 - 09.47


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La curva pandemica è in fase discendente e comunque i vaccini hanno sorretto l’onda d’urto provocata da Omicron, ma come ha ricordato l’Ecdc e l’Oms, la pandemia non è finita e le decisioni di allentamento troppo larghe sono sempre controproducenti, c’è bisogno di gradualità.

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La decisione di mettere l’obbligo del Super Green pass, “come altre, è stata presa quando la curva era in salita esponenziale. La matematica del liceo ci dice che se una curva cresce rapidamente, altrettanto rapidamente scende. Quindi da ora in avanti verranno prese decisioni che vanno nella direzione opposta”.

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Lo dice in un’intervista a Repubblica il ministro al Turismo Massimo Garavaglia, secondo il quale “dobbiamo fare come la Francia, che ad aprile toglie tutto. Mi auguro che lo stato di emergenza, che scade il 31 marzo, non sia rinnovato, visto che i numeri migliorano di settimana in settimana. Di conseguenza tutte le regole legate a quel provvedimento straordinario decadranno”.

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Da qui a metà giugno, quando scadrà l’obbligo del Super Green pass per gli over 50, “dovremo capire se ha ancora senso fare questo vaccino. Si tratta di indicazioni che deve dare il mondo della sanità, tenendo conto di quello che dicono Oms e Aifa.

Comunque le coperture sono molto alte e pensare di fare la vaccinazione l’estate prossima ha poco senso”. Oltre alla Francia, “che toglie tutto, chi è stato in Spagna sa che basta un’autocertificazione e si entra nel Paese, e poi si può stare fuori fino alle 5 per la movida. Dobbiamo adeguarci per non perdere quote di mercato. Quindi l’utilizzo del tampone per gli stranieri va profondamente rivisto”.

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Il settore del turismo “vive di programmazione. Gli operatori devono conoscere con largo anticipo le condizioni in cui dovranno operare. Per l’estate la prospettiva è buona, ci sono già numeri interessanti, ma per Pasqua dipende dalle scelte che si fanno ora”. Ad esempio “i corridoi turistici verso l’estero, che comunque sono pochi, scadono a marzo. Bisogna che oggi, domani al massimo vengano prorogati”. E “poi spero che ad aprile i corridoi non ci siano più e che le liste dei Paesi dove andare e non andare siano eliminate”.

Garavaglia vorrebbe “una regola generale: sotto una certa soglia di occupazione dei posti letto in rianimazione si tolgono tutte le misure, sia per gli italiani che per chi arriva dall’estero”.

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