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Una donna al Quirinale sarebbe una novità importante, ma va scelta tra chi ha competenze per ricoprire il ruolo

Serve anche saggezza ed equilibrio, doti indispensabili per il ruolo di garanzia da svolgere anche nei confronti dei partiti e con la capacità di sganciarsi dalla propria precedente esperienza e collocazione politica. 

Una donna al Quirinale sarebbe una novità importante, ma va scelta tra chi ha competenze per ricoprire il ruolo
Quirinale

Nuccio Fava

3 Gennaio 2022 - 16.50


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Stimo e apprezzo da tempo le donne sottoscrittrici dell’appello di Dacia Maraini . Segno  significativo e importante, forte segnale che  esprime un’esigenza diffusa e sempre più avvertita come utile per il futuro di tutta la società italiana.

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 Rappresenterebbe certo una novità importante nella storia della nostra politica  e nella vita delle istituzioni, considerato che sinora non si è mai realizzato a differenza di molti altri paesi. In questi giorni del resto abbiamo assistito  al riconoscimento e alla stima generale che ha accompagnato l’uscita di scena di Angela Merkel e analogamente il ruolo della presidente della commissione europea von der Leyen. 

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Tuttavia forse non sarebbe di per sé sufficiente l’indicazione di una donna, per quanto conosciuta ed apprezzata ad esempio in un settore culturale artistico e professionale in genere e considerarla di per sé idonea a ricoprire la massima carica della Repubblica. Serve anche saggezza ed equilibrio, doti indispensabili per il ruolo di garanzia da svolgere anche nei confronti dei partiti e con la capacità di sganciarsi dalla propria precedente esperienza e collocazione politica. 

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Svolgere la delicatissima funzione di equilibrio come abbiamo visto ad esempio durante le gravi crisi prima del governo  5 stelle Lega, poi  5 stelle Pd ed  infine la soluzione ancora più straordinaria con la chiamata in campo del governo Draghi in una combinazione di alleanze larghe e per certi versi contrastanti. Ciò nonostante è proprio questa capacità combinata di Mattarella e Draghi  che hanno consentito non senza difficoltà e contrasti a mantenere efficacemente in vita il governo del paese  e ad operare anche sul difficile terreno dell’Europa con un ruolo sempre più significativo ed efficace. Tanto più decisivo in presenza della terribile crisi dovuta alla pandemia. Sono considerazioni dovute non certo per escludere per urgenza e utilità di una candidatura femminile ma per sottolineare anche che  non è di per sé indicazione di una donna a favorire da sola la maturazione di una crescita indispensabile per la situazione italiana che resta difficile e complessa.

Per non creare equivoci. Non basta essere un uomo o una donna affermata in uno specifico campo per costituire una garanzia di buon governo utile alla Repubblica. Serve invece dare un’indicazione di merito come ad esempio la ministra Cartabia, prima Presidente  donna della corte Costituzionale  ed impegnata in una difficile azione di riforma   della giustizia e del consiglio superiore della Magistratura. Campi decisivi per risanare e migliorare gli stessi disastrati rapporti con la politica. 

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