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Di Matteo: "Berlusconi si accordò con la mafia tramite Dell'Utri, il vizio della memoria va coltivato"

Il consigliere del Csm: "Il presidente della Repubblica è anche presidente del Csm' e nei confronti delle 'situazioni di magistratura e giustizia non dovrebbe avere interessi e rancori di tipo personali”

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Sentenza Processo Stato Mafia. Nella foto: Ni no Di Matteo

globalist

28 Novembre 2021


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Il consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura Nino Di Matteo ha espresso ben più di una perplessità sulla possibilità di Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica. 

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Di Matteo ha infatti ricordato che “il presidente della Repubblica è anche presidente del Csm” e nei confronti delle ”situazioni di magistratura e giustizia non dovrebbe avere interessi e rancori di tipo personali”. 

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“Poi ricordo” ha aggiunto, “che Dell’Utri fu intermediario di un accordo tra il 1974 e il 1992 con le famiglie mafiose palermitane, che in cambio della protezione personale e imprenditoriale di Berlusconi prevedeva il versamento di somme ingenti di denaro da parte di Berlusconi a Cosa Nostra, e questo è emerso da una sentenza definitiva. Non voglio commentare, ma questo sta diventando un paese in cui qualche fatto va ricordato. Il vizio della memoria dovrebbe essere coltivato in maniera più incisiva e generalizzata”.

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