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I governatori leghisti del Nord si sono stufati: "Salvini prenda le distanze dai No Vax"

Salvini, da parte sua, è impegnato in una capriola delle sue: in un modo o nell'altro, la colpa deve essere di Luciana Lamorgese

Zaia, Salvini, Fedriga, Fontana
Zaia, Salvini, Fedriga, Fontana

globalist

10 Novembre 2021 - 16.33


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I Governatori leghisti di Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Veneto si sono stancati. Soprattutto perché le manifestazioni No Vax e No Green Pass che da 4 mesi imperversano nel paese sono concentrate soprattutto nel Nord-est e l’economia di quelle aree ne sta risentendo. E fintantoché era estate e il periodo delle feste e dello shopping era lontano, allora le intemperanze si potevano anche tollerare. Ma ora, col Natale più vicino, le vie dello shopping invase da possibili diffusori del virus non sono più viste come un potenziale bacino elettorale. E la Lega del Nord frena, e spinge perché il Capitano dica chiaro e tondo che i No Vax non sono più graditi. 
Salvini, da parte sua, è impegnato in una capriola delle sue: da un lato non può esimersi dal condannare le manifestazioni, ma il nemico numero uno è e rimane Luciana Lamorgese. E quindi se le manifestazioni No Vax sono fuori controllo la colpa è di Lamorgese che non sa fare il suo mestiere; se le manifestazioni No Vax vengono limitate, la colpa è di Lamorgese che ci doveva pensare prima. In un modo o nell’altro, la colpa non è mai di chi scende per strada per denunciare una fantomatica dittatura. Ed è questa condanna esplicita che chiedono Zaia, Fedriga e Fontana, che hanno fatto recapitare un messaggio a Salvini: basta No Vax, fanno male all’economia. E Fedriga, che è furibondo perché la sua Trieste è diventata la Capitale Covid d’Italia, oggi compare tra i firmatari della petizione per mettere fine una volta per tutte alle manifestazioni ‘stile Puzzer’. Se non è un messaggio chiaro questo. 

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