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Salvini insiste: "Per Morisi si sta facendo un attacco indegno alla Lega"

Il segretario della Lega: "La vita privata non mi permetto di giudicarla. Condanno e condannerò ogni utilizzo di sostanze stupefacenti, ma chi consuma va aiutato perché ha dei problemi"

Matteo Salvini
Matteo Salvini

globalist

29 Settembre 2021 - 10.31


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Quante volte, come nel caso Cucchi, ha giudicato prima di conoscere i fatti, affibbiando l’etichetta del drogato a qualcuno?

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Eppure adesso che sta lui dalla parte contraria della macchina del fango si rende conto che cosa vuol dire a volte infamare senza una ragione.

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Sul caso Luca Morisi, indagato per droga, “mi sembra che nei confronti della Lega ci sia un trattamento arrogante e supponente” e che “l’attacco nei confronti della Lega sia indegno di un Paese civile”. 

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Matteo Salvini non ci sta e torna sull’indagine sull’ex gestore de “La Bestia”.

“La vita privata non mi permetto di giudicarla, ho mai giudicato il figlio di Beppe Grillo indagato per stupro? Non mi permetto. L’arresto dei genitori di Renzi, i problemi privati di figli, cugini e nipoti? Condanno e condannerò ogni utilizzo di sostanze stupefacenti, ma chi consuma va aiutato perché ha dei problemi”, ribadisce il leghista, che sull’operato della ‘Bestia’ replica: “Sa quante minacce di morte ricevo io senza ‘Bestia’?”.

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E sulle notizie di stampa che vogliono una spaccatura fra il leader del Carroccio e il ministro Giancarlo Giorgetti, Salvini è netto: “Mentre i giornali si occupano di ipotetiche spaccature, noi insieme stiamo cercando di non tornare alla legge Fornero”. Con Giorgetti la pensate allo stesso modo sul futuro della Lega? “Assolutamente sì”, la risposta.

Sulla successione al Quirinale, invece, “il futuro di Draghi lo sceglierà Draghi, è di pessimo gusto parlarne il 29 settembre. Mi sembra mancanza di rispetto tirare per la giacchetta Draghi per una scelta che verrà fatta a febbraio”.

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Sul fronte Covid, tenere chiuse “sale da ballo, balere e discoteche è inspiegabile, una scelta folle, senza nessuna giustificazione”, spiega ancora Salvini, che continua: “Se chiedi il Green pass, ritieni ti tuteli per andare in 50mila allo stadio o a un concerto, mi sembra una inutile punizione nei confronti di 3mila imprese e milioni di giovani e meno giovani”.

 

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