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Ilaria Cucchi: "La Bestia ci aveva travolti, compatisco Morisi ma le scuse di Salvini non sono mai arrivate"

La sorella di Stefano Cucchi, vittima dell'odio leghista: “Nonostante tutto questo io mi sento di condividere il dolore di Luca Morisi, come essere umano che è stato costretto a rivelare tutte le sue fragilità

Ilaria Cucchi
Ilaria Cucchi

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29 Settembre 2021 - 11.13


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Per Matteo Salvini, Stefano Cucchi era un “venditore” di morte, adesso che qualcuno con gli stessi problemi la Lega se lo ritrova dentro casa, è già cambiato il volume delle dichiarazioni, per cui si è già tirato fuori il solito vittimismo.

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Stefano Cucchi, così come la famiglia, meritava più rispetto, cosa che anche loro oggi chiedono ma che all’epoca e successivamente non sono stati in grado di dare.

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“A suo tempo avevo chiesto le scuse a Matteo Salvini per i suoi attacchi a me, alla mia famiglia ed a Stefano. Ovviamente quelle scuse non sono mai arrivate. La sua risposta alla sentenza pronunciata dalla Corte di Assise di Roma con la quale venivano condannati i responsabili del pestaggio mortale di mio fratello è stata che la droga fa male. In passato, in campagna elettorale, aveva persino detto che ‘Ilaria Cucchi fa schifo’. Le sue continue prese di posizione ai miei danni hanno scatenato la Bestia che ha sbranato la mia famiglia intera facendo leva sui sentimenti più bassi e biechi che può provare il genere umano”.

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Lo scrive Ilaria Cucchi.
“Sto parlando del sangue della mia famiglia versato dal momento in cui, il 22 ottobre di 12 anni fa, è stata costretta a ‘riconoscere’ il cadavere di Stefano all’obitorio di piazzale del Verano a Roma”, prosegue. “La politica non è il mio posto. Questo perché sono incapace di astrarre l’immane tragedia che ha distrutto le nostre vite per avventurarmi in analisi politiche che non mi competono. Sono incapace di perdere di vista il fatto che ‘la Bestia’ si è cibata di persone normali che, come me, sono state travolte da tragiche vicende giudiziarie infliggendo loro, spietata, dolore che si è aggiunto ad altro dolore”, scrive Cucchi.

“Nonostante tutto questo io mi sento di condividere il dolore di Luca Morisi, come essere umano che è stato costretto a rivelare tutte le sue fragilità. Non nutro sentimenti di odio o vendetta nei suoi confronti. Sarei tuttavia ipocrita se non ammettessi la rabbia che provo nei confronti di colui che della ‘Bestia’ ha saputo fare la sua forza violenta, cinica e distruttiva, nel sacro nome del consenso cieco e ostaggio delle facili suggestioni liberatorie dalla paura, Matteo Salvini. Questa, lo riconosco, è la mia debolezza”, conclude.

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