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Indagato Luca Morisi per cessione di stupefacenti: era "la bestia" di Salvini

Accusato da tre ragazzi. Perquisita la sua casa: trovate alcune dosi. "Non ho commesso reati, chiedo scusa a tutti"

Matteo Salvini e Luca Morisi
Matteo Salvini e Luca Morisi

globalist

27 Settembre 2021 - 09.14


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Non una questione politica, ma una ragione di opportunità ha portato Luca Morisi a lasciare l’incarico di gestore della “Bestia”, dopo aver curato per anni l’immagine sui social di Matteo Salvini. È indagato dalla Procura di Verona per cessione di stupefacenti.
“Questioni personali, non c’è un problema politico” aveva detto ancora ieri il leader della Lega. L’inchiesta è stata avviata dopo la denuncia di Carabinieri che hanno perquisito la sua cascina a Belfiore, paesino in provincia di Verona, e trovato alcune dosi di droga.
Il commento di Luca Morisi: “Non ho commesso alcun reato ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo: chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori a Matteo Salvini e a tutta la comunità della Lega a cui ho dedicato gli ultimi anni del mio impegno lavorativo, a mio padre e ai miei famigliari, al mio amico di sempre Andrea Paganella a fianco del quale ho avviato la mia attività professionale, a tutte le persone che mi vogliono bene e a me stesso. Ho rassegnato il 1° settembre le dimissioni dai miei ruoli all’interno della Lega: è un momento molto doloroso della mia vita, rivela fragilità esistenziali irrisolte a cui ho la necessità di dedicare tutto il tempo possibile nel prossimo futuro, contando sul sostegno e sull’affetto delle persone che mi sono più vicine”.
Tutto comincia a metà agosto quando vengono fermati tre giovani e nell’auto hanno un flacone di droga liquida. La versione ufficiale racconta che sono loro ad accusare Luca Morisi di avergliela ceduta. In realtà c’è il sospetto che Morisi fosse sotto osservazione già da qualche settimana e il controllo apparentemente casuale dei tre giovani sia scattato proprio monitorando i suoi contatti. I carabinieri trovano altra droga nella sua abitazione. Il quantitativo è modesto, ma il fatto che i tre ragazzi lo abbiano indicato come lo spacciatore, fa scattare l’accusa più grave di cessione e non la semplice detenzione. Morisi finisce dunque nel registro degli indagati.

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