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La demagogia di Meloni: "Chi è stato chiuso non deve pagare le tasse" (lo dica all'amico Salvini al governo)

Sit in davanti a palazzo Chigi con tanto di maxi-lettera consegnata simbolicamente da Giorgia Meloni al premier Mario Draghi per lanciare la proposta "se mi chiudi non mi chiedi".

© Barbara Tedaldi - Giorgia Meloni davanti a palazzo Chigi
© Barbara Tedaldi - Giorgia Meloni davanti a palazzo Chigi

globalist

30 Marzo 2021 - 13.32


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“La norma del dl sostegni sulle cartelle esattoriali è una presa in giro, un pannicello caldo” ha detto Giorgia Meloni annunciando degli emendamenti al decreto elaborati per chiedere che lo Stato non chieda i pagamenti delle cartelle esattoriali a tutte le attività a cui ha chiesto di restare chiuse in questi mesi di pandemia. Stamane si è svolto infatti un sit in davanti a palazzo Chigi con tanto di maxi-lettera consegnata simbolicamente dai parlamentari di Fdi al premier Mario Draghi per lanciare la proposta “se mi chiudi non mi chiedi”.

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La maxi-busta con la scritta ‘avviso importante al governo’ contiene un altrettanto voluminoso cartello con le cifre dei costi economici della pandemia: 440.000 occupati in meno nel 2020, 300.000 imprese chiuse, 320 miliardi di “fatturato perso” da imprese e partite Iva. Il decreto “è lontano anni luce dalla pace fiscale che avevamo chiesto, noi faremo emendamenti e chiediamo a Draghi di valutare con serenità le nostre proposte, non finiamo di devastare l’economia italiana”.

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