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Meloni, solita ipocrisia politica: ricorda le Fosse Ardeatine senza nominare fascisti e nazisti

Fedele al suo stile di non prendere le distanza fino in fondo dai crimini di Mussolini, Hitler e dei loro seguaci la capa di Fratelli d'Italia condanna senza condannare.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

globalist

24 Marzo 2021 - 15.58


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Non si smentisce. A dimostrazione  del fatto che è la leader di un partito di estrema destra che non vuole prendere le distanza fino in fondo dal fascismo e dal nazismo e non ha il coraggio di dire che Mussolini e Hitler furono due sanguinari criminali Giorgia Meloni continua imperterrita a usare formulette politicamente ipocrite che condannare senza condannare e, soprattutto, non condannare mai i crimini nazi-fascisti chiamandoli con il loro nome.
E non si è smentita nemmeno oggi: “’Oggi onoriamo la memoria dei 335 italiani uccisi nel massacro delle Fosse Ardeatine dalle truppe di occupazione tedesche. 77 anni dopo non dimentichiamo una delle pagine più dolorose della storia contemporanea di Roma e dell’Italia”.
Come si vede non una parola su nazisti e fascisti.
La fotocopia metodologica di quello che aveva scritto nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio scorso.
“Ricordare per onorare. Ricordare per contrastare l’antisemitismo in ogni sua forma, affinché gli orrori del passato non tornino mai più. Nel Giorno della Memoria un pensiero commosso a tutte le vittime della Shoah e a chi ancora oggi porta nell’anima i segni indelebili di quelle atrocità. Tra loro tanti italiani uccisi lontano da casa e dai loro affetti più cari. E un ricordo dovuto ai giusti tra le Nazioni: uomini e donne coraggiosi che hanno rischiato la loro vita per salvarne altre dalla ferocia della persecuzione”. 
Allora come Globalist commentammo: “Si possono onorare le vittime della Shoah mentre si intitolano strade e piazze a Giorgio Almirante, ossia un fascista che ebbe un ruolo non marginare nel diffondere  il razzismo e l’antisemitismo che sfociò nelle tristemente note leggi razziali che provocarono discriminazioni e furono la premessa, successivamente, per lo sterminio degli ebrei italiani?
Si può, se si è sinceri, ricordare le vittime dell’Olocausto senza mai nominare gli assassini e i loro complici, ossia Hitler e Mussolini, i criminali dittatori fascisti e nazisti?
No, non si può. Perché onorare i morti omettendo di ricordare chi, perché e come quelle persone sono state uccise è ipocrisia politica”.
Quando si tratta di crimini da attribuire di comunisti ritrova la parola.
La presidente di Fratelli d’Italia aveva scritto su Facebook sulle Foibe:”Il 10 febbraio è il giorno del Ricordo. Oggi vogliamo il pensiero alle vittime delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano, dalmata. Migliaia di persone uccise e perseguitate dai comunisti di Tito con una sola colpa: essere italiani. Noi, italiani del 2021, ricordiamo il loro sacrificio finalmente venuto alla luce dopo anni di terribile oblio ideologico. Ora siete finalmente pagine di storia e il vostro nome non potrà più essere dimenticato”. 
In quel caso si parlò dei comunisti. E ovviamente nessuna parola su anni di violenze fatte dai fascisti sulle popolazioni slave di quei territori. 

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