La disponibilità c’è: “Sfida grande, faremo di tutto per aiutare il Paese a vincerla” “Abbiamo espresso a Mario Draghi la piena disponibilità a concorrere al suo tentativo per la formazione di un Governo del Paese che sia in grado di rispondere alla fase di incertezza che sta vivendo l’Italia. Si tratta di una sfida grande, faremo di tutto per aiutare il Paese a vincerla”.
Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio Mario Draghi nell’ambito delle consultazioni in corso alla Camera
Le dichiarazioni della mattina
Nicola Zingaretti oggi ribadisce oggi la linea che ha tenuto negli ultimi due giorni, specie su due punti fondamentali: da una parte l’appoggio a un governo di Mario Draghi con forte trazione europeista, dall’altro la conservazione di tutte le alleanze sviluppate dal Pd nell’area liberale e moderata, in modo da poter essere competitivi nelle prossime comunali in quattro città chiave in cui si vota in primavera, Napoli, Torino, Milano e Roma.
“Possiamo vincere” ripete Zingaretti in un’intervista a La Stampa: “Mario Draghi è una nuova e grande chance per l’Italia: non sarà perduta. Noi stiamo tenendo i nervi saldi, per difendere un’area parlamentare e di governo molto ampia: 157 senatori e 321 deputati, unico vero argine al ritorno indietro verso derive sovraniste, antieuropee e illiberali. Il presidente incaricato è al lavoro e sono sicuro che troverà ampie disponibilità da parte di tutte le forze responsabili”.
Riguardo l’aut aut di Matteo Salvini “o noi oi Cinque stelle”, Zingaretti dice che “una condizione così avrebbe potuto porla Berlusconi, per dire, e non lo ha fatto. Lui con il Movimento non ci ha mai governato: per la verità nemmeno con la Lega, in questa legislatura, mentre Salvini sì. Credo si tratti del tentativo di coprire le divisioni che stanno segnando il centrodestra. Finora erano sottotraccia, era prevedibile che molti nodi sarebbero venuti al pettine: Forza Italia è su una chiara linea europeista, distante dagli alleati sovranisti. È evidente che quando si apre una partita come quella che sta aprendo Mario Draghi, la distanza aumenta: e cercare di coprire il tutto con incomprensibili ultimatum, è una manovra dal fiato corto”.
Zingaretti non si fa illusioni circa un eventuale Governo con la Lega: “Noi porteremo a Draghi le nostre proposte, appena discusse in Direzione. Al primo punto c’è il tema di un forte ancoraggio all’Europa. La Lega è d’accordo? Poi proporremo una riforma del fisco che non intacchi il principio di progressività, altro che flat tax: la Lega è d’accordo? Potrei continuare, mi pare che ci si trovi di fronte a due forze chiaramente alternative. Se la Lega si dicesse pronta ad entrare in un governo europeista, con un programma europeista e guidato dall’ex Presidente della Banca centrale europea, ne parleremo. Ma lei ci crede? Discuterne adesso non ha gran senso”.