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Alla fine Draghi spacca il centro-destra: Berlusconi, Salvini e Meloni divisi

Salvini, Meloni e Berlusconi si presenteranno alle consultazioni separatamente, ognuno con una propria delegazione.

Salvini, Meloni, Berlusconi
Salvini, Meloni, Berlusconi

globalist

4 Febbraio 2021 - 18.28


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Dicevano di essere compatti ma che dentro la destra stesse scoppiando il finimondo non era un mistero per nessuno. E infatti, i tre leader Salvini, Meloni e Berlusconi si presenteranno alle consultazioni separatamente, ognuno con una propria delegazione.
L’ex Cavaliere non ha mai nascosto il suo apprezzamento per Mario Draghi: “Andiamo alle consultazioni a sentire Mario Draghi, quali idee ha e cosa propone. È una personalità di altissimo profilo”, aveva detto giovedì il leader di FI al termine del vertice di centrodestra. 
E d’altronde, ricorda Tajani, è stato proprio Berluscono a indicare Draghi come governatore della Banca Centrale Europea e “tra loro c’è un’antica conoscenza e assonanza sulle politiche economiche “. 
Indeciso tra il sì e il no è invece Salvini, che spiega che “dire sì o no a Draghi senza averlo ascoltato sarebbe poco serio”. Ma ci sono dei paletti e uno di questi è ilo M5s: “Draghi dovrà scegliere tra Grillo e la Lega. In base alle risposte che avremo, faremo le nostre scelte. E qualunque sarà, sarà la scelta di tutti a differenza di altri dove ci sono correnti interne, fuoriusciti e ripensando. La Lega quando sceglie si muove come un sol uomo”. Ancora più sfacciato (e un filino banale) è il vicesegretario della Lega Giorgetti: “Draghi  è un fuoriclasse e come Ronaldo non deve stare in panchina”. 
Infine, Giorgia Meloni: Fratelli d’Italia ha invece scelto la via dell’arroccamento sul fronte del no, e la leader non sembra disposta a scendere a compromessi: “Non c’è alcuna possibilità di una partecipazione o anche di un sostegno da parte di Fratelli d’Italia al governo Draghi” ha detto Meloni, che insiste sulle elezioni anticipate.
“Credo nella compattezza del centrodestra, so che altri hanno altre posizioni – ha spiegato Meloni – Ho proposto una astensione se lo fa tutto il centrodestra: faccio mezzo passo se il resto del centrodestra fa mezzo passo verso di me”.

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