Paragone torna nell'ovile leghista: "L'Europa con i flussi migratori incontrollati vuole creare panico"

L'ex giornalista di Padania e Libero a fianco di Salvini nella discussione sull'autorizzazione a procedere per Open Arms: "Salvini non era un re, ma svolgeva il ruolo di ministro degli Interni"

Gianluigi Paragone

Gianluigi Paragone

globalist 30 luglio 2020

Alla fine è tornato all’ovile leghista, come è normale che sia. Perché l’ex giornalista di Libero della Padania è strutturalmente salvinino e l’anomalia - semmai - era la sua presenza dento M5s movimento nel quale c’è tutto e il suo contrario, ma c’è anche una componente più marcatamente progressista che non ha mai accettato le politiche sovranisti e anti-europeiste.


"Salvini è uno degli interpreti della linea dura, quindi mandandolo a processo per la seconda volta si dice voi non dovete seguire quella linea. Sui flussi migratori, anche secondo l'Europa, non ci può essere la possibilità che i governi abbiano una linea dura. I cittadini italiani sono stati costretti al lockdown poi dall'altra parte vedi ingressi e voli incontrollati che rischiano di portare un possibile contagio".
Così Gianluigi Paragone (Misto), durante la discussione in Senato la discussione per votare sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini sul caso Open Arms.


"Il problema non è il processo Salvini - ha aggiunto Paragone - il tema qui è politico. Salvini non era un re, ma svolgeva il ruolo di ministro degli Interni. Anche il M5S in campagna elettorale era duro. E nella maggioranza, la linea comune era stata trovata ma ora con il cambio di alleanze i decreti sicurezza imbarazzano. Con questo voto capiremo chi dice no a flussi migratori incontrollati, o chi dirà si strappando qualche consenso. Peccato che la gente fuori dice 'le cose non stanno così'. Mi auguro che una volta per sempre si prenda una linea, l'Europa con i flussi migratori incontrollati vuole creare panico", ha concluso.