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Enrico Rossi attacca: "Fascioleghisti è il nome giusto per Meloni e per Salvini"

Il presidente della Regione Toscana: "Se la capa di Fdi è libera di dire ciò che vuole lo deve ai partigiani che lottarono e vinsero contro i fascisti"

Matteo Salvini e Giorgia Meloni
Matteo Salvini e Giorgia Meloni

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26 Aprile 2020 - 08.15


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Se qualcuno avesse avuto dubbi il 25 aprile 2020 ha spiegato una volta ancora quanto il fascismo e il fascistume siano presenti nel partiti che vogliono pieni poteri o che cercano di governare l’Italia.
“Fascioleghisti. È il nome giusto per Meloni e per Salvini. Non abbia paura Giorgia Meloni delle parole di ‘Bella ciao’ cantata ieri da Francesco Guccini che inneggia così alla resistenza contro il centrodestra: ‘Ma noi faremo la Resistenza, o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao.ciao .. Noi faremo la Resistenza come fecero i partigian…’ Meloni dovrebbe sapere che se lei è libera di dire ciò che vuole e di essere parlamentare, lo deve anche e soprattutto ai partigiani comunisti, socialisti, democristiani, liberali e persino monarchici che lottarono e vinsero contro i fascisti e i nazisti e che scrissero la Costituzione”.

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Lo afferma Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, in un post sul suo profilo Facebook.
“Se invece avessero vinto loro, i fascisti e i nazisti, l’Europa si sarebbe trasformata in un immenso campo di concentramento, in una dittatura spietata, violenta e senza nessuna libertà – sostiene Rossi – La storia non si ripete e Guccini non voleva certo inneggiare alla lotta armata; intendeva solo richiamare il valore e gli ideali della lotta partigiana nell’impegno contro il centrodestra che disconosce la Liberazione e il 25 Aprile. Per questo, d’ora in poi, verso la Meloni e Salvini e il centro destra da loro rappresentato mi rivolgerò chiamandoli fascioleghisti. È il nome giusto che spetta loro, per i loro ascendenti e per la cultura politica che li accumuna”.
“Per Berlusconi è diverso, non è un fascioleghista – argomenta il governatore Rossi – È stato un imprenditore e un politico di destra spregiudicato, il cui torto principale è stato quello di allearsi con i nipotini di Almirante e Mussolini, legittimandoli al governo. Anche ora Berlusconi prende le distanza da Meloni e da Salvini, ma poi corre subito a dichiarare che l’unità con loro non è in discussione”.

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