I grillini si arrendono alla destra e si giustificano: non diventeremo un Far West

L'Italia non diventerà un Far West, assicurano i grillini. Ma la legge che è appena passata contribuisce solo ad aumentare lo stato di paura

Legittima difesa

Legittima difesa

globalist 6 marzo 2019

I grillini (nonostante ben 25 di loro abbiano votato contro la legittima difesa), vogliono rassicurare gli italiani su quelle che definiscono le 'fake news' sulla diffusione delle armi in Italia dovute all'approvazione della nuova legge. 
Scrivono infatti in una nota: "Le regole sul possesso di armi restano invariate. Non solo, è impossibile impedire che partano le indagini se un malintenzionato viene ferito o rimane ucciso, così come spetterà al giudice valutare caso per caso. Se chi ha agito per legittima difesa verrà sottoposto a processo e dimostrerà la propria innocenza, lo Stato gli rimborserà le spese legali. Infine i processi che riguardano questi casi avranno la priorità rispetto agli altri e si concluderanno prima. Adesso da parte dello Stato massimo impegno per garantire ai cittadini una maggiore prevenzione e sicurezza, che significa anche più forze dell'ordine per le strade, perché la difesa dei cittadini è e rimane prerogativa dello Stato". 
Formalmente, i grillini dicono il vero. Ma è nelle pieghe della nuova legge che si nasconde la chiamata alle armi voluta dalla Lega e che contribuisce ad alimentare un clima di paranoia e di paura tra gli italiani. Perché se la legge introduce la 'non punibilità' di chi anche solo percepisce la 'minaccia dell'uso delle armi' (il che significa che non serve l'arma reale, ma solo la minaccia - anche finta - della stessa per essere giustificati), se si introduce la non punibilità di chi si trova in 'stato di grande turbamento', non ci si può naconcere dietro la giustificazione "poi sarà il giudice a decidere". Perché intanto, un cadavere c'è, dove forse ci sarebbe stato un arresto senza spargimenti di sangue. L'idea della giustizia fai-da-te, della legittimità della difesa sempre e comunque lasciata a giudizio del singolo, che può essere un uomo tranquillo come un Luca Traini (sparatore di Macerata), questo è ciò che si contesta.