Un paio di domande all'onorevole Delrio sulla sinistra ai tempi di Matteo Renzi
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Un paio di domande all'onorevole Delrio sulla sinistra ai tempi di Matteo Renzi

Romano Prodi dice che gli ultimi governi di centrosinistra non hanno dimostrato di essere tali, mancando nelle politiche sociali. Il capogruppo del Pd replica. Ma non ha buona memoria

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10 Giugno 2018 - 10.19


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di Antonio Ruju

 

Romano Prodi intervistato dal direttore di Repubblica Mario Calabresi, è stato molto chiaro. “Questo discorso che non c’è più sinistra e destra non ha senso, è una definizione generica. Ci sono decisioni in economia e politica che sono di destra”. D’altro lato “sono in crisi irreversibile vari partiti, in tutta Europa”, ma “sinistra e destra, nei fatti, esistono ancora”. Così come esistono temi come sanità, welfare, scuola. E il centrosinistra ha mancato nelle politiche sociali? “Se l’unità di misura è disuguaglianza, la sensazione è che a questo si sia dedicato poco. La sensazione – ha detto Prodi – è che il welfare sia in ritirata. Si è interrotto l’ascensore sociale”.

In sostanza il governo Renzi e poi Gentiloni avrebbero sostenuto poco e male le poltiche di sinistra.  Tanto ha detto l’ideatore dell’Ulivo.

Il capogruppo del Pd Graziano Delrio, molto attivo di questi tempi, intervistato dallo stesso quotidiano, replica: “La battuta di Romano mi ha amareggiato per il bene e la riconoscenza che ho verso di lui”. L’ex ministro dei Trasporti commenta: Abbiamo fatto molti sforzi, invece, inclusi gli 80 euro come misura di redistribuzione del reddito. Pensavamo che questo portasse alla fiducia dei cittadini. Non è stato sufficiente. Accetto tutto, ma non si dica che non abbiamo pensato agli ultimi”.
Epperò in questa difesa d’ufficio Delrio dimentica le storture del Jobs Act, gli attacchi agli insegnanti e agli studenti, la scuola davvero impoverita, e i grandi temi in fatto di diritti mai portati a casa, Ius Soli in primis. Il Pd ha preferito l’interlocuzione con la Confindustria, e ai precari ha detto che l’abolizione dell’articolo 18 era una buona cosa. Dove era la sinistra quando veniva chiusa l’Unità senza neppure una prece? Quando una ministra della Repubblica, Maria Elena Boschi, citava Amintore Fanfani nel proprio personale Pantheon e dopo lo scandalo di Banca Etruria non faceva neppure un passetto indietro ma per non perdere la poltrona, invece che essere candidata in Toscana veniva spedita a Bolzano?
E ancora, per citare un autorevole esponente del Pd come Ivan Scalfarotto: “Gli esempi di provvedimenti “di visione” che hanno perso di carica durante il percorso sono numerosi: alle unioni civili manca la stepchild adoption; alla legge sulla continuità affettiva manca il riconoscimento delle coppie affidatarie non sposate; i voucher sono stati annacquati dalla marcia indietro fatta in seguito; le cattedre Natta alla fine non hanno visto la luce; spesso incontro persone che mi rimproverano di non aver “difeso abbastanza” la riforma della scuola; anche la riforma costituzionale approvata dal Parlamento era molto diversa e meno coerente del disegno di legge originariamente presentato dal governo alle Camere. Se Corbyn e Sanders hanno avuto la capacità di rivitalizzare i loro partiti, se sono stati capaci di parlare a più persone, non è perché sono più a sinistra di noi, ma è perché il loro messaggio è stato integro, intelligibile, valoriale, diretto. “Limpido”, questa è la parola più giusta. Nel loro parlare c’è stata una visione, un’ispirazione, un’idea di società facilmente comprensibile e condivisibile. Niente di politicista: molta coerenza e zero compromessi”. 
Dove era la visione a sinistra del Pd, e di Renzi in particolare durante il massacro del Referendum, il banco di prova per testare solo la forza di un leader, e poi sappiamo come è andata. Dove era il messaggio a sinistra del Pd durante le ultime elezioni a parte il mantra ‘siamo buoni amministratori?” E infine, gentile onorevole Del Rio, visto la riconoscenza nei confronti di Prodi chi gli mise il veleno nei pozzi per non farlo diventare Presidente della Repubblica? Chi erano i 101? Si ricorda cosa accadde? Le dimissioni di Bersani e poi tutto il resto.
Farsi delle domande, dare risposte vere. Magari cercare di compattare quello che rimane di un partito, invece di farsi continuamente la guerra, come galli nel pollaio. Forse solo così gli elettori torneranno a votarvi.

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