Salvini: a giugno in Nigeria, per aiutarli in casa loro
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Salvini: a giugno in Nigeria, per aiutarli in casa loro

Il leader della Lega è in tour elettorale nelle Marche: mandare a casa Renzi e Boldrini. Poi annuncia il suo viaggio in Africa.

Salvini: a giugno in Nigeria, per aiutarli in casa loro
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14 Maggio 2015 - 14.10


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Il leader leghista è stato contestato a San Benedetto del Tronto. Il numero uno del Carroccio è intervenuto usando toni duri e sottolineando di voler “mandare a casa Renzi e Boldrini”. In un passaggio del suo intervento ha anche spiegato di avere in programma un viaggio in Nigeria in giugno per “andare a vedere come aiutare quella gente a casa loro”. In mattinata intervenendo a Mattino 5 aveva rilanciato l’ipotesi della castrazione chimica contro chi si macchia di violenza sessuale.

“Costi più tu con tutta questa polizia di Mare nostrum!”. Questo uno degli slogan gridati da un centinaio di militanti dei centri sociali di S.Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) contro il leader della Lega Matteo Salvini, che ha tenuto un comizio ‘lampo’ in piazza Giorgini.

Gli agenti hanno controllato vari zaini e borse dei militanti dei centri sociali, e un ragazzo, apparentemente un minorenne, ha reagito in modo vivace alla perquisizione: qualche attimo di tensione, ma nessun incidente.

“Stamattina ho letto i giornali e i commenti sui dati Istat del Pil e la crisi che sarebbe finita: mi è sembrato di essermi svegliato in un altro Paese. La crisi non è affatto finita”. Così Matteo Salvini. “‘Lo sanno bene – ha aggiunto – gli imprenditori delle Marche che producono qui e hanno a che fare con la concorrenza sleale al Made in Italy”.

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Poi ha rilanciato i temi chiave della sua campagna elettorale: la battaglia contro la Legge Fornero e gli studi di settore “che massacrano le imprese”, la tutela del Made in Italy, una politica fiscale “più seria, che consenta agli imprenditori di riaprire le fabbriche”.

“A giugno vado in Nigeria, andiamo a vedere come aiutare quella gente a casa loro”. Matteo Salvini ha riproposto ad Ascoli Piceno la sua ricetta per fermare i flussi migratori verso l’Italia e l’Europa. “Il Governo – ha detto – ha già speso troppo con Mare Nostrum, Frontex, ecc…”. “Prima viene la nostra gente, poi loro”, ha aggiunto.

Matteo Salvini lancia l’ipotesi di castrazione per gli autori di violenza sessuale, rispondendo ad una domanda a “Mattino Cinque” su Canale5 sullo stupro ai danni di una tassista a Roma. “Uno che stupra un’altra persona è un malato. Oltre a non uscire di galera, non vorrei che dopo fosse colto da un’altro raptus. Quindi c’è una soluzione applicata in altri paesi d’Europa. Non lo fai più per il resto della vita”, afferma il leader della Lega Nord. “Ricordo che paesi come Usa, Svezia, Danimarca, Francia, Germania applicano la castrazione chimica, che è una cura. Se sei uno stupratore, oltre che un maiale sei un malato. E vai curato”.

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