Il vangelo secondo Ballarò
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Il vangelo secondo Ballarò

Il talk show di Floris dedica sempre più spazio ai racconti di cosa è stato il passato il nostro Paese. Nessuna prospettiva sull'Italia di domani. [Massimiliano Pieri]

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5 Febbraio 2014 - 23.59


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di Massimiliano Pieri

Il talk show di Floris, dismessi i panni della trasmissione di approfondimento politica, dedica sempre più spazio ai racconti di cosa è stato e nulla, o poco meno, a ciò che sarà del nostro Paese.
Martedì sera, ad esempio, il filo conduttore nei vari temi trattati è stato quello di analizzare le vicende della settimana politica e poi nulla. Sbagliati gli ospiti? Le domande? Forse no.

Legge Imu-Banca D’Italia, legge elettorale, 500 mln di euro dal Qatar, sondaggi e così via. Floris sembra appiattito sulla mediocrità della politica: nessuna prospettiva o riflessione sull’Italia che andrebbe costruita o ri-costruita. Nessuna visione del futuro, ma solo la banale analisi dello status quo.

Il telespettatore-elettore con innumerevoli problemi legati alla quotidianità, primi tra tutti quelli economici ed occupazionali, andrebbe coinvolto maggiormente con approfondimenti e visioni di sviluppo economico. Ad esempio ci vorrebbe una puntata monotematica, o forse più d’una, per trattare del nostro “petrolio” guardando sia le problematiche ma anche tutto quello che si potrebbe fare sul tema del turismo oppure una puntata per analizzare la spesa pubblica, senza differenziare tra produttiva e improduttiva, ma analizzandola e facendone emergere la insostenibilità.

L’unico apostolo che lancia spunti di riflessione è Crozza…come inizio va bene.

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