Kyenge a Calderoli: lasci il posto a chi è capace
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Kyenge a Calderoli: lasci il posto a chi è capace

Il ministro non si lascia scalfire dagli insulti e va avanti, ma lancia un monito: le parole hanno un peso, il senatore ripensi al suo ruolo. Cosa farà la Lega questa volta?

Kyenge a Calderoli: lasci il posto a chi è capace
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15 Luglio 2013 - 13.01


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“Adesso basta, lasci il posto a chi è capace”. Il Ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, insultata dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, ha denunciato: “ogni giorno ricevo minacce. Non raccolgo continuo per la mia strada, ognuno risponde delle proprie opinioni”. E ha affermato che “quotidianamente, con ogni mezzo” riceve “lettere, e-mail, telefonate. Le più terribili sono online, anche minacce di morte. Non c’è ancora una legge e invece servirebbe. L’istigazione al razzismo sta diventando man mano istigazione alla violenza. Vale per tutti, penso agli attacchi che riceve la comunità ebraica. Dobbiamo lavorarci”.

Riferendosi ovviamente alla frase pronunciata dal leghista Calderoli sul suo conto, Kyenge afferma: “preferisco non esprimermi. Dico pero’ che se non è in grado di tradurre un disagio in un linguaggio anche duro ma corretto, bisogna forse dare il suo incarico a chi e’ capace di farlo. Non mi rivolgo alla persona, ma alla carica istituzionale che ricopre, per invitarlo a fare una riflessione profonda. Da queste sedie rappresentiamo l’Italia, parliamo ai cittadini. E le parole hanno un peso”.

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Secondo Kyenge, “Dobbiamo correggere il linguaggio politico – aggiunge – sono disponibile ad un confronto ma che si basi sui contenuti e non sulle offese. È arrivato il momento di dire basta”. Il Ministro ha detto di dover stare sempre in allerta: “ovunque vado, trovo mobilitazioni contro di me. Per fortuna sono sempre di piu’ le persone che mi sono vicine, che mi manifestano la loro solidarietà. L’altro giorno ero a Cattolica, ad una cerimonia privata. All’ingresso principale c’era qualcuno che mi minacciava e mi aspettava, sono stata costretta dalle forze dell’ordine a uscire dall’altra parte”.

Il senatore leghista, in una serie di interviste rilasciate ai quotidiani, ha detto di non volersi dimettere: “Non me ne vado – ha affermato – sono senatore eletto dal popolo e un vice presidente del Senato. Io amo fare paragoni con gli animali e poi a me, dopo il porcellum hanno dato diecimila volte del maiale. La mia è stata solo una battuta infelice, lo ammetto. E chiedo scusa alla ministra. Ma fa parte del mio modo di essere. Sono abituato ad accostare le persone agli animali. Mi viene spontaneo. E poi – ha aggiunto – tutto questo polverone è stato sollevato per nascondere altro. meglio parlare di Calderoli e degli oranghi”.

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Il Ministro Kyenge incassa comunque qualche soddisfazione: “il primo obiettivo raggiunto – ha spiegato – è che si parla di nuova cittadinanza in ogni angolo del Paese. Voglio attirare l’attenzione anche sugli italiani all’estero, lavorare insieme a loro per valorizzare la nostra immagine. Non e’ una questione che riguarda solo i migranti: è un’esigenza concreta di tutta la società. È il momento di fermarsi e riflettere insieme sull’Italia di domani”.

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