E Tremonti si pente: Un errore lasciar fare le regole ai banchieri
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E Tremonti si pente: Un errore lasciar fare le regole ai banchieri

La confessione pubblica al Meeting di Sant’Egidio a Monaco di Baviera.

E Tremonti si pente: Un errore lasciar fare le regole ai banchieri
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14 Settembre 2011 - 10.43


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E’ in corso una rivoluzione. «La politica ha fatto due errori fondamentali nell’affrontare la crisi economica: ha ceduto alle banche come sistema, affidando ai banchieri la scrittura delle regole e ha pensato che si fosse di fronte ad un ciclo economico piuttosto che davanti a un cambiamento epocale». «Non siamo di fronte a una rivolta, ma ad una rivoluzione» ha detto Tremonti paragonando la situazione finanziaria internazionale alla Francia del 1789.

Da “liberté, egalité, fraternitè” a globalizzazione, mercato e denaro. Per il Ministro italiano il cambiamento è avvenuto troppo rapidamente: in soli vent’anni la visione «globalizzazione, mercato e denaro, è stata capace di soppiantare quella di “liberté, egalité, fraternité”». «Davanti a questa discontinuità epocale il rischio di avere davanti dei secoli bui è reale, a meno di non intervenire con prontezza» ha continuato Tremonti.

Tremonti col Papa. «Il mondo finanziario è entrato in una sorta di anomia, un mondo in cui l’unica regola è che non ci sono regole», mentre il bene comune non può che avere alla sua base un rispetto delle regole e investimenti per servizi e beni di pubblica utilità. Concludendo, il ministro italiano ha auspicato che il mondo non sia più regolato né da “liberté, egalité, fraternité», né da «globalizzazione, mercato e denaro» ma, citando Benedetto XVI, da «Caritas in veritate».

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