Antifascista accoltellato da un militante di Casapound: appello al sindaco di Genova

Dopo l'ennesimo episodio di squadrismo è allarme. Gli estremisti di destra negano e sul caso indaga la Digos

CasaPound. la tartaruga inizia a correre

CasaPound. la tartaruga inizia a correre

globalist 14 gennaio 2018

Coltelli, sprange. Violenza. Violenza squadristi di chi si sente impunito: "Ormai è evidente a chi vuole vedere i fatti e non nascondersi dietro un dito che non si tratta di casi isolati, come sostengono esponenti della destra di governo, ma di una escalation di azioni che dalle intimidazioni alle violenze verbali o ai simboli fascisti su sedi di associazioni democratiche, passa ora alle squadracce dei fascisti e alle coltellate. Chiediamo alle istituzioni locali in primo luogo, al governatore Toti e al sindaco Bucci, di uscire dall'ambiguità e di condannare senza appello i gruppi neofascisti".

Lo ha affermato il coordinamento genovese di Articolo Uno-Mdp a proposito del ferimento di un antifascista aggredito da militanti di Casapound a Genova venerdì notte, come denunciato da Genova antifascista.
Ma cosa è accaduto? Un gruppo di antifascisti e antifasciste che erano intenti ad affiggere manifesti nella zona di piazza Tommaseo, è stato improvvisamente aggredito da circa trenta fascisti militanti appartenenti a Casa Pound, usciti dalla loro sede di via Montevideo". Stando alle testimonianze del gruppo 'Genova Antifascista' gli aggressori "brandivano bottiglie, cinghie e coltelli - si legge nello scritto - Nel breve scontro che si è svolto, un compagno accorso per difendere un altro è stato circondato e colpito due volte: il coltello ha oltrepassato gli indumenti causando una ferita alla schiena".
Ora sull'episodio indaga la Digos mentre nei prossimi giorni in Consiglio Comunale si discuterà la mozione per la concessione degli spazi pubblici sono a organizzazioni che prendano distanze dal fascismo.
C'è da pensare che il nostro centro-destra casa dei "liberali e dei moderati", come dicono, farà le barricate pur non non approvare una norma in perfetta sintonia con la Costituzione.
Le indagini
Proseguono le indagini sull'aggressione denunciata dagli antifascisti che sarebbe avvenuta venerdi' sera poco distante dalla sede di CasaPound di via Montevideo e che ha portato al ferimento di un militante di sinistra con un'arma da taglio. La Digos sta analizzando le immagini di tutte le telecamere della zona. I militanti di estrema destra che intorno alle 23 - ora in cui sarebbe avvenuta l'aggressione - si trovavano dentro la sede di Casapound sono già stati praticamente tutti identificati. Ora però occorrerà individuare chi ha partecipato materialmente all'aggressione nonché l'autore materiale di quella che sembrerebbe, almeno dalla foto pubblicata dalla pagina Genova Antifascista, una coltellata.
Il ferito al momento non ha presentato denuncia.
L'aggressione sarebbe avvenuta perché gli antifascisti stavano attaccando manifesti contro la formazione di estrema destra. Casapound a Genova, non aveva mai compiuti azioni violente Nei prossimi giorni sia i militanti di CasaPound sia gli antifascisti che verranno riconosciuti dalle immagini saranno convocati in Questura per fornire la loro versione dei fatti. Già domani la Digos dovrebbe inviare alla Procura di Genova una prima notizia di reato che consentira' di aprire un fascicolo, al momento contro ignoti, per lesioni aggravate. Il mondo antifascista e' pronto alla mobilitazione.
Mercoledì 17 gennaio al teatro degli Zingari si terrà un'assemblea per fare il punto della situazione anche in vista del corteo antifascista del 3 febbraio. Corteo che a questo punto dovrebbe essere il più inclusivo possibile e vedere la partecipazione anche di Anpi e Cgil pur senza bandiere. Prima del corteo, il 31 gennaio in piazza De Ferrari si terrà un'assemblea pubblica. In un anno a Genova sono state aperte tre sedi di movimenti di estrema destra. 
Casapound nega: ci siamo solo difesi
CasaPound Genova ha negato di aver accoltellato un antifascista. E ha dato la sua versione: "la notte tra il 12 e il 13 gennaio, un forte nucleo di antifascisti dopo aver provocatoriamente affisso manifesti infanganti le attività di Cpi a favore degli italiani si schierava aggressivamente tra piazza Tommaseo e via Montevideo, minacciando alcune ragazze militanti e simpatizzanti di Cpi davanti alla sede. I pochi militanti presenti si sono schierati a difesa, respingendo gli antagonisti che si sono dileguati".