Covid, dopo Shanghai, anche Pechino sulla via del lockdown: chiusi ristoranti, scuole, e aumentate le restrizioni
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Covid, dopo Shanghai, anche Pechino sulla via del lockdown: chiusi ristoranti, scuole, e aumentate le restrizioni

Nei luoghi pubblici si può entrare dopo test negativo. Diverse aree della capitale sono considerate a rischio, impatto notevole delle misure anti-Covid sull'economia cinese

Covid, dopo Shanghai, anche Pechino sulla via del lockdown: chiusi ristoranti, scuole, e aumentate le restrizioni
Allarme Covid a Pechino
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2 Maggio 2022 - 14.52


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La Cina lotta contro il Covid a suon di forti restrizioni. La variante altamente contagiosa Omicron ha chiuso Shanghai da oltre un mese. Ora minaccia di far lo stesso anche nella capitale della Cina, mentre prosegue il dibattito sull’approccio di tolleranza zero contro il Covid. Pechino ha vietato il consumo dei pasti nei ristoranti, chiuso gli Universal Studios e le scuole, bloccato matrimoni e funerali, ordinato ai residenti di fornire la prova di un test Covid negativo per entrare nei luoghi pubblici: un’escalation di restrizioni che ha avuto il via allo scattare di cinque giorni di vacanza.

Nel paese tanto durano le celebrazioni della Festa del lavoro, iniziata questo sabato. Si tratta di un periodo tradizionalmente intenso per i viaggi di massa e le riunioni in Cina. Poco spirito di festa in questo 2022, mentre si osservano gli avvenimenti della vicina Shanghai nel timore che possano essere premonizione di quanto accadrà a breve. E le restrizioni si inaspriscono.

Molti governi locali hanno ordinato ai residenti di non lasciare le loro città se non in caso di assoluta necessità e hanno imposto lunghi periodi di quarantena per le persone provenienti da aree in cui sono stati segnalati casi di Covid. Il ministero dei trasporti cinese prevede che durante le vacanze verranno effettuati 100 milioni di viaggi, un calo del 62% rispetto allo scorso anno.

Il circolare di Omicron mette in crisi funzionari e residenti, molti dei quali si sono affrettati a fare scorta di cibo e generi di prima necessità nell’ultima settimana, temendo che anche per loro possa arrivare un lockdown. Le autorità di Pechino hanno già avviato diversi cicli di test di massa e sospeso le scuole. Sabato anche i servizi di ristorazione nei ristoranti sono stati bloccati durante il periodo delle vacanze.

L’inasprimento non si limita ai giorni di festa. Dopo le ferie, i lavoratori e gli studenti dovranno presentare un test Covid negativo – sostenuto nelle 48 ore precedenti – per tornare al lavoro o a scuola. E a partire dal 5 maggio, i residenti devono fornire un test Covid negativo – effettuato nei sette giorni precedenti – per accedere a tutti i luoghi pubblici, compreso il trasporto pubblico. Tutti i residenti sono tenuti a fare un test Covid almeno una volta alla settimana.

I timori legati al virus a Pechino non erano così evidenti da quasi due anni, dal giugno 2020, quando il virus riemerse nella capitale, diffusosi dal mercato Xinfadi, nel distretto sud-occidentale di Fengtai, il più grande mercato all’ingrosso di generi alimentari in Asia. Nonostante i contagi siano pochi, a paragone con quelli di altre città e Paesi, la Cina non intende abbandonare la linea rigida di contenimento del virus,ribadendo che non ci saranno allentamenti nella campagna contro il Covid-19, che assume sempre più i connotati di una “guerra”. “Di fronte alla variante Omicron”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, “la Cina non cederà, ma avanzerà nella guerra per bloccare la variante”.

L’economia cinese sta già pagando il prezzo e molti economisti sono ora scettici sul fatto che il paese sarà in grado di raggiungere il suo obiettivo di crescita del 5,5% quest’anno se si attiene al suo rigoroso approccio Covid-19, “la perseveranza è vittoria”, ha dichiarato il presidente cinese, Xi Jinping, nelle scorse settimane. Il Financial Times ha sottolineato il nervosismo che si comincia a diffondere nelle Borse cinesi, preoccupate che le rigide misure di contenimento del virus causino un rallentamento dell’economia.

Il 30 aprile, intanto, altre quattro aree di Pechino sono state classificate come a medio rischio per Covid-19. Le ultime modifiche alla classificazione hanno portato il numero totale di aree ad alto rischio a Pechino a sei, mentre quelle a medio rischio diventano 23, come è stato riferito in una conferenza stampa sulla prevenzione epidemica e le attività di controllo locali.

La città si sta preparando a costruire inoltre ospedali temporanei, per far fronte all’ultima ricomparsa del nuovo coronavirus, come reso noto da Li Ang, vicedirettore della commissione sanitaria della capitale nel corso di una conferenza stampa. Finora secondo il funzionario a Pechino sono stati riservati circa 4.000 posti letto per le infezioni da Covid-19 e altre strutture saranno trasformate in ospedali temporanei su larga scala in caso di necessità.

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