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Perché tornano a salire i contagi? Ecco le nuove regole che partono da oggi

La crescita della curva dei contagi è sotto controllo ma secondo gli esperti non bisogna abbassare la guardia. "Sarebbe la strategia migliore per spianare la strada al virus".

Perché tornano a salire i contagi? Ecco le nuove regole che partono da oggi

globalist Modifica articolo

10 Marzo 2022 - 09.25


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Perchè la curva dell’incidenza dei contagi Covid sta risalendo? Secondo gli esperti, i fattori principali da tenere sott’occhio sono quattro: il rilassamento della popolazione, la diffusione della variante sorella di Omicron detta BA.2, la persistenza di basse temperature che costringono a stare al chiuso, il calo fisiologico della protezione vaccinale contro l’infezione. A sottolinearlo è il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta. Attenzione a non “abbassare la guardia”, mette in guardia Cartabellotta. 
“Sarebbe la strategia migliore per farsi trovare impreparati dal virus e spianargli la strada”.

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“Non c’è motivo di allarmarsi anzitempo”, afferma invece l’immunologo Sergio Abrignani in un’intervista al Corriere della Sera. Il componente del Comitato tecnico-scientifico, appena riconfermato nel Consiglio superiore di Sanità, sottolinea come il rialzo sia “l’effetto di una serie di fattori e non è scontato che debba perdurare. Potrebbe trattarsi di una sorta di gobba temporanea che non pregiudica la discesa della curva”. La tesi del legame con l’abbassamento delle temperature “non mi convince”, precisa però Abrignani.
“Sono più propenso a individuare la causa nella bassa percentuale di vaccinati tra i bambini di 5-11 anni (il 32,48% con due dosi, il 37,26 con almeno una, ndr). È probabile che possano costituire un serbatoio per il virus che così continua a circolare e a seminare casi. Incide senza dubbio anche una componente psicologica”.

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Aperture per quanto riguarda la visita dei propri cari in ospedale. Serviranno la mascherina Ffp2, il Green Pass rafforzato oppure, se si è guariti da meno di sei mesi, un tampone con esito negativo eseguito nelle 48 ore precedenti l’accesso. È quanto prevede l’articolo 7 del decreto-legge 24 dicembre 2021, convertito il 18 febbraio 2022. Ai direttori sanitari “è data facoltà di adottare misure precauzionali più restrittive in relazione allo specifico contesto epidemiologico, garantendo un accesso minimo giornaliero non inferiore a quarantacinque minuti”.

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