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Nino Cartabellotta (Gimbe): "Le riaperture irreversibili sono messe a rischio da Omicron"

Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, per ridurre i contagi bisogna continuare a usare le mascherine e ridurre i contatti sociali

Nino Cartabellotta (Gimbe): "Le riaperture irreversibili sono messe a rischio da Omicron"
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globalist

20 Dicembre 2021 - 11.43


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Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus ha parlato della situazione Covid in Italia e in tutta Europa chiarendo le difficoltà che potranno esserci per le riaperture in caso la variante Omicron prenda il sopravvento nel vecchio Continente.

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“Il piano delle riaperture irreversibili con queste variante Omicron è messa a rischio. Se diventerà prevalente in tutta Europa è evidente che ci potrebbe volere qualcosa in più a livello di restrizioni”.

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“Nell’ultima settimana – ha aggiunto – si sono vaccinate quasi 270mila persone che non erano vaccinate neanche con la prima dose. E’ assodato che non abbiamo percentuali da raggiungere per poter parlare di immunità di gregge, perché il virus continua a circolare anche nei vaccinati, soprattutto dopo 5 mesi dalla seconda dose. Quando una variante è così contagiosa, il vaccino non è sufficiente per evitare la diffusione del virus”.

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Per Cartabellotta,”bisogna continuare con l’uso delle mascherine e ridurre i contatti sociali, con misure come lo smart working. Bisogna partire dal presupposto fondamentale che comanda il virus, la scienza può solo andargli dietro e cercare soluzioni e poi di conseguenza la politica fa le sue scelte”.

“La preoccupazione in questo momento è legata alla maggiore contagiosità della variante Omicron, più aumentano i casi più gli ospedali si riempiono. In alcuni ospedali si sta già verificando la ‘cannibalizzazione’ dei posti letto da parte dei malati covid, nel senso che ci sono molti malati di altre patologie che non si riescono più a curare, alcuni interventi vengono rimandati”.

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“La situazione è meno tranquilla rispetto a quella delle settimane precedenti – ha spiegato ancora – fino a 3 settimane fa c’era un aumento lineare dei casi, adesso la curva ha cambiato tendenza da circa una decina di giorni. Verosimilmente la variante Omicron circola molto di più nel nostro Paese rispetto a quanto dicono i dati sul sequenziamento, che da noi è molto basso”.

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