Ciciliano: “Il Cts? Non serve più, l'emergenza sanitaria sta finendo”
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Ciciliano: “Il Cts? Non serve più, l'emergenza sanitaria sta finendo”

Secondo il medico della protezione civile, se si prosegue con le vaccinazioni, dopo l’inverno non ci sarà più bisogno del Green Pass”

Fabio Ciciliano
Fabio Ciciliano
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22 Ottobre 2021 - 12.17


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C’è chi è convinto che l’emergenza sanitaria stia finendo, complici il decollo della campagna vaccinale e il Green pass, e che quindi il Cts non sia più d’aiuto. 
“Non spetta a me deciderlo, ma l’emergenza sta finendo e penso che il Comitato tecnico scientifico sia pronto a farsi da parte”. Lo ha detto al Messaggero Fabio Ciciliano, medico della Protezione Civile e della Polizia di Stato, membro del Cts fin dal primo giorno. E aggiunge: “Lo stato eccezionale non può andare oltre gennaio”. Sulle capienze massime delle discoteche e degli impianti sportivi, le ultime indicazioni del Comitato non hanno trovato applicazione nelle decisioni del governo.
Giusto che sia così. Perché il Cts esprime un parere tecnico. Le valutazioni del governo sono invece complessive. La decisione finale è di ambito politico. Nelle prossime settimane, che saranno le ultime, anche tenendo conto del continuo miglioramento degli indici epidemiologici, il Cts dovrebbe avere un ultimo importante compito: accompagnare verso la normalità la gestione dell’epidemia.
Lo stato di guardia, però, resta alto. Anche perché la pandemia non è affatto finita. Nel Regno Unito, i casi hanno superato i 50 mila al giorno. Ma sulla permanenza in funzione del Cts, Ciciliano non ha dubbi:
In Italia abbiamo gestito la pandemia con una struttura che affrontava l’emergenza, ma che non può essere infinita. Bisogna riportare nell’alveo istituzionale originario delle istituzioni deputate alla gestione ordinaria questo tipo di decisioni. In altri termini: dobbiamo passare dalla gestione emergenziale alla gestione ordinaria.
Anche perché, il 31 dicembre scadrà lo stato d’emergenza. E non ci sono proroghe all’orizzonte.
In base alle leggi vigenti, la proroga può essere al massimo di un altro mese, visto che a quel punto verrebbe raggiunta la durata massima di 24 mesi prevista dalla normativa. L’incremento dei nuovi casi positivi? Non vedo elementi di particolare preoccupazione. Venerdì scorso gli uffici pubblici sono tornati all′85% di presenze, molte attività sono ricominciate. Si stanno eseguendo molti più tamponi, il numero più alto di sempre, come effetto dell’obbligo del Green pass. Così troviamo più positivi asintomatici che non avremmo intercettato. Ma il numero dei ricoveri non aumenta, anzi diminuisce. Intercettando tanti positivi facciamo una sorta di contact tracing preventivo che tiene sotto controllo l’epidemia. Sappiamo che nei mesi invernali i virus respiratori si diffondono più facilmente. Ma se continuiamo a vaccinare, dopo l’inverno potremo anche rinunciare a uno strumento emergenziale come il Green pass.

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