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I nipoti di Mussolini insorgono contro Bella Ciao: "Spegneremo la tv..."

Rachele Mussolini e Caio Giulio Cesare Mussolini considerano divisiva la canzone. Sì, divisiva tra libertà e dittatura

Caio Giulio Cesare Mussolini e Giorgia Meloni
Caio Giulio Cesare Mussolini e Giorgia Meloni

globalist

6 Giugno 2021 - 16.30


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Nessuno è fascista ma quando si parla di fascismo arrivano i discendenti di Mussolini a contestare la Resistenza e la guerra di liberazione dal nazi-fascismo.

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Tra l’altro una delle motivazioni è che la canzone simbolo della Liberazione sarebbe divisiva. Divisiva? Certo: divide nettamente i patrioti che lottarono per la liberà da una dittatura criminale. 

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E secondo questo bieco ragionamento la stessa Costituzione repubblicana potrebbe essere divisiva verso gli italiani che avrebbero voluto la monarchia.
“Come al solito è una di quelle notizie che vengono date per non parlare dei problemi seri che abbiamo in Italia.
Intanto ‘Bella Ciao’ non è una canzone partigiana, non è mai stata cantata in quell’epoca. Ma è stata intonata dopo, e a furia di ripetere una menzogna tante volte… poi alla fine la gente ci crede pure. È ridicolo che solo si perda tempo su queste cose”.
Così Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote di Benito e nipote di Alessandra, commentando la proposta di legge depositata alla Camera dal Pd per riconoscere ‘Bella Ciao’ inno ufficiale insieme a quello di Mameli in ogni cerimonia del 25 aprile, giorno della liberazione dal fascismo.
Rachele Mussolini: spegnerò la tv
“Come al solito penso che questi signori del Pd e chi gli va dietro, parlamentari di Italia Viva, Leu e gli altri, vivano su un altro pianeta, perché è evidente come i problemi siano altri piuttosto che farsi una ‘cantata’ e riconoscere l’ufficialità di Bella Ciao che loro già intonano il 25 aprile”.
Lo ha detto Rachele Mussolini, figlia di Romano e nipote del Duce.
“Non credo che questa protesta tolga o aggiunga qualcosa a quello che è lo stato attuale delle cose – ha spiegato – nel senso che l’hanno sempre cantata il 25 aprile ‘Bella Ciao’e ora vogliono avere l’ufficialità di questo inno anche nelle cerimonie ufficiali. Ce ne faremo una ragione…”.
“Per quanto mi riguarda prosegue Rachele Mussolini – dopo aver ascoltato l’Inno di Mameli, spegnerò la televisione o la radio, perché quell’altra melodia non è nelle mie corde. Credo francamente che sia una proposta divisiva, che non si faccia niente per trovare quella famosa pacificazione di cui sempre parlo, ma che si faccia di tutto per mettere paletti e rimarcare le differenze, tra l’una e l’altra fazione”, ha concluso.

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