Il capo della Protezione civile: "Manderei i miei nipoti in classe con i cinesi"
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Il capo della Protezione civile: "Manderei i miei nipoti in classe con i cinesi"

Alla domanda su che ne sarà del ragazzo di 17 anni lasciato in Cina perché aveva la febbre.

Angelo Borrelli
Angelo Borrelli
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5 Febbraio 2020 - 10.13


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“Ci sono le disposizioni del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità. E loro, dopo attente valutazioni, hanno già detto che non c’è alcun pericolo nelle scuole”. A ribadirlo, in una intervista al Corriere della sera è il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.

Commissario per l’emergenza coronavirus, Borrelli spiega di non avere figli ma di avere “due nipotini, uno di 10 e uno di 12 anni. Non so se hanno compagni di classe cinesi, perché vivono in campagna. Ma li manderei a scuola lo stesso”, afferma. Ci sono stati in questi giorni, aggiunge, “e hanno appena avuto la febbre”.

Alla domanda su che ne sarà del ragazzo di 17 anni lasciato in Cina perché aveva la febbre, risponde: “È ben assistito. Ci sono infermieri, medici. Nella ripartizione dei compiti se ne sta occupando l’Unità di crisi della Farnesina e farà di tutto perché possa tornare in Italia appena possibile”.

Sul timore che il contagio possa allargarsi all’Africa, Borrelli osserva: “Speriamo che non sia così. Comunque i controlli per chi viene da lì li stiamo già facendo”. Secondo il capo della Protezione civile, inoltre, il tema è un altro: “Questo temibile picco di cui si parlava tanto che si diceva dovesse arrivare a fine febbraio – spiega -. Adesso veramente ne sento parlare molto meno. Il dato confortante è che il tasso di mortalità è del 2%”.

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