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Rifiutarono il vaccino a febbraio: il Tribunale giudica giusta la sospensione di due infermieri e otto operatori

I dipendenti di due case di riposo erano stati messi in ferie forzate e avevano fatto ricorso: il Tribunale ha dato ragione alla direzione dell'rsa

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23 Marzo 2021 - 09.34


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Rifiutarono di fare il vaccino e furono sospesi, ricevendo l’allontanamento momentaneo dalla direzione.

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Secondo il giudice di Belluno Anna Travia se non c’è stata vaccinazione non ci può essere lo stipendio: le richieste di due infermieri e otto operatori sociosanitari sono state respinte dopo che avevano rifiutato di sottoporsi alla somministrazione della dose anti-Covid lo scorso febbraio.

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I dieci sanitari, dipendenti di due case di riposo del Bellunese, all’indomani del rifiuto erano stati messi in ferie forzate dalla direzione della rsa e sottoposti alla visita del medico del lavoro.

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Il dottore aveva dichiarato i sanitari “inidonei al servizio” permettendo così che venissero allontanati dalle loro attività senza stipendio.

Gli operatori no vax avevano fatto ricorso in Tribunale sostenendo che la Costituzione dà libertà di scelta vaccinale.
Il giudice, giudicando “insussistenti” le ragioni dei ricorrenti, ha sancito che “è ampiamente nota l’efficacia del vaccino nell’impedire l’evoluzione negativa della patologia causata dal virus come si evince dal drastico calo dei decessi fra le categorie che hanno potuto usufruire delle dosi, quali il personale sanitario, gli ospiti delle rsa e i cittadini di Israele dove il vaccino è stato somministrato a milioni di individui”. 

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