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Ha accoltellato la moglie ma viene assolto per "delirio di gelosia"

L'avvocato dell'uomo: "Ovviamente, nel corso delle indagini, era stata fatta una consulenza tecnico-psichiatrica e si era concluso per l'incapacità totale di intendere e di volere del mio assistito"

Antonio Gozzini e Cristina Maioli
Antonio Gozzini e Cristina Maioli

globalist

9 Dicembre 2020 - 16.15


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La Corte d’Assise di Brescia ha assolto un uomo che ha ucciso sua moglie a coltellate perché preda di un “delirio di gelosia”: l’assurda sentenza ha salvato Antonio Gozzini, 70enne che ha ucciso l’anno scorso Cristina Maioli, professoressa di 63 anni. 
“È una sentenza che io ritengo giusta e anche l’unica possibile – spiega il legale di Gozzini, Jacopo Barzellotti – all’esito di un processo nel quale questo aspetto di incapacità di intendere e volere è stato vagliato con molto scrupolo”.”Si è compresa esattamente la patologia che affligge Gozzini” rimarca il legale. “Ovviamente, nel corso delle indagini, era stata fatta una consulenza tecnico-psichiatrica e tanto il consulente del pm quanto quello della pubblica difesa avevano concluso per l’incapacità totale di intendere e di volere del mio assistito”.

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Quindi, aggiunge, l’avvocato, “nel processo si è voluto fugare ogni dubbio, in particolare offrire spiegazioni alle perplessità che un terzo consulente, quello delle persone offese dei congiunti della signora Maioli aveva espresso nel proprio elaborato. Ma ripeto, questa è la sentenza giusta e l’unica possibile in questa situazione”. Il pm Claudia Passalacqua aveva invece chiesto l’ergastolo per l’uomo.

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