La destra ultra-tradizionalista scende di nuovo in piazza per difendere il loro 'diritto' ad essere omofoba
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La destra ultra-tradizionalista scende di nuovo in piazza per difendere il loro 'diritto' ad essere omofoba

"Una legge inutile e dannosa - spiega il Family Day in una nota - che istituisce un nuovo reato di opinione, quello di omotransfobia"

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15 Ottobre 2020 - 14.28


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Nonostante sia stato chiarito in ogni modo possibile che la Legge Zan contro l’omo-lesbo-bi-transfobia non intacca assolutamente la libertà di opinione ma si limita a riconoscere e a equiparare all’aggravante razzista il reato di discrminazione contro le persone Lgbt, l’ultradestra cattolica da quel’orecchio proprio non ci sente. E sebbene da nessuna parte all’interno del testo di legge si nomini l’omogenitorialità, il Family Day non perde occazione per tacere e quindi, nonostante il Covid, nonostante si stia parlando di una legge che non farebbe altro che equiparare l’Italia agli altri paesi europei e non solo, nonostante tutto questo, ecco che gli ultra-cattolici scendono in piazza sabato 17 ottobre per ribadire il loro diritto di essere omofobi.
Una legge inutile e dannosa – spiega il Family Day in una nota – che istituisce un nuovo reato di opinione, quello di omotransfobia appunto, senza definirlo nelle fattispecie sanzionabili, lasciando così enormi spazi a interpretazioni di parte e a derive liberticide”. Contro il ddl Zan, sostiene il movimento guidato da Gandolfini, “è vasto il fronte che ha sollevato critiche e perplessità, ed è rimasto inascoltato: si va dalla Cei ai gruppi del femminismo della differenza, passando per le associazioni familiari e numerosi intellettuali, cattolici e liberali”.
“Questa legge crea un soggetto privilegiato iper-tutelato, menziona una controversa identità di genere che può comprendere oltre 50 definizioni, stanzia 4 milioni per le attività di propaganda dei movimenti Lgbt e infligge pene dai 18 mesi a 6 anni di galera a chi semplicemente si impegna per promuovere il diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre o a chi definisce un abominio contro il genere umano la barbara pratica dell’utero in affitto”.  Ecco perché, dicono i promotori, “contrasteremo questa legge con tutti i mezzi possibili e nel rispetto delle misure anti-Covid”.

 
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