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Gandolfini (family day): "Bene Italia Viva ma il ddl Zan non serve"

L'ultra tradizionalista da sempre schiarato su posizioni anti-Lgbtiq vede positivamente l'uscita dei renziani ma punta a annullare l'intero disegno di legge

Massimo Gandolfini
Massimo Gandolfini

globalist

5 Luglio 2021 - 16.56


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Matteo Renzi e la sua Italia viva sono riusciti (un’altra volta) a mettere in subbuglio il quadro politico in Parlamento, cavalcando l’onda del delicato tema del ddl Zan. 
“L’ideologia gender non esiste nelle scuole? La battuta dell’Azzolina è priva di senso della realtà, i dati reali dicono il contrario. Infatti uno dei punti che abbiamo fortemente contrastato nel ddl zan è proprio l’introduzione dell’identità di genere nei programmi scolastici. 
Non vogliamo che la scuola sia trasformata in una sorta di mistica fascista di indottrinamento, come fu ai tempi del ventennio”. Ne parla Massimo Gandolfini, organizzatore del ‘Family day’, che nel tentativo di mediazione in corso anche attraverso gli ultimi emendamenti presentati da Italia Viva riconosce “elementi positivi, perché quasi tutte le nostre istanze sono state accolte. Ma rimane una perplessità di fondo: di questa legge non c’è alcun bisogno”.
“Faccio una profezia – prosegue – Se dovesse entrare in vigore sarà controproducente per gli omosessuali: tutte le volte che si crea una categoria privilegiata e iper tutelata si innesca nelle altre un moto di ingiustizia, che può addirittura alimentare atti di violenza maggiori. Tanto è vero che in tutti i paesi regolamentati da leggi tipo il ddl Zan i reati verso l’omosessualità sono aumentati”.
Gandolfini riconosce che con gli ultimi emendamenti di Italia Viva “sono state accolte senz’altro l’istanza della non introduzione della identità di genere; quella del non fare una giornata nazionale per l’omotransfobia e quindi percorsi educativi per la pubblica amministrazione; ed anche il concetto che così come è scritto il ddl zan è una legge liberticida, illiberale, che introduce il reato opinione”.
“Ma è una legge inutile e discriminante nei confronti di chi non è omosessuale – obietta l’attivista – La violenza va punita a prescindere dall’orientamento sessuale. Un reato di violenza nei confronti di un biondo o di un castano è condannato a prescindere dal colore dei capelli. Con il ddl Zan invece il cittadino eterosessuale è meno protetto dell’omosessuale. Un reato di violenza è un reato di violenza; va perseguito e condannato in quanto reato di violenza, non in base all’oggetto della violenza”.

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