Briatore continua a straparlare: "Col Covid male 2 giorni: la polmonite dell'anno scorso è stata peggio"

"Quello che ho vissuto in questi giorni non ha niente di paragonabile".

Flavio Briatore

Flavio Briatore

globalist 15 settembre 2020

"Sono tornato a casa e la prima cosa a cui penso sono i malati di Covid, a cui auguro di uscire nel più breve tempo possibile dalla malattia, come ne sono uscito io. Non voglio minimizzare la malattia, voglio solo raccontare cosa mi è successo". Si apre così il video con cui Flavio Briatore racconta la sua esperienza da malato di Covid.


"Lo scorso anno sono stato molto male, ho avuto una polmonite e sono stato ricoverato anche in quel caso al San Raffaele. Vi garantisco che sono stato malissimo. Quello che ho vissuto in questi 24 giorni non ha nulla di paragonabile: non voglio banalizzare, ma la mia esperienza è questa. Sono stato 3-4 giorni in ospedale e poi sono stato seguito a casa di Daniela Santanchè. Voglio parlare della mia esperienza, ho capito che il Covid può essere sconfitto e non bisogna alimentare fobie e isteria collettiva che porterebbe ad una distruzione sociale. Ci possono essere comportamenti superficiali, ma non bisogna lanciare la caccia all'untore", dice il manager.
"Il primo passaggio fondamentale è affidarsi ad un medico che ha curato altri positivi, non solo a chi va a dibattere in tv alimentando polemiche inutili. Bisogna affidarsi a gente vera, che ha intubato pazienti e ha visto soffrire. Si può guarire dalla malattia, che ci rende vulnerabili. Ma si può guarire: sono stato male due giorni, per il resto molto meno di una polmonite", aggiunge. "C'è un altro problema fortissimo in Italia: siamo un paese di rancorosi, invidiosi, cattivi. Non voglio neanche ricordare cosa hanno detto certi giornali: ero già morto, con immenso piacere di qualche sfigato", afferma ancora. "Credo che i bollettini andrebbero fatti una volta alla settimana, non dovrebbero essere giornalieri: anche quando sono positivi, li girano in negativo. Dobbiamo affrontare il coronavirus con serenità e fermezza, ma dobbiamo ricominciare a produrre: altrimenti non ne usciamo".