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Il nome da uomo sul necrologio: la transfobia della famiglia umilia Alessia anche nella morte

Alessia Cirillo è morta di leucemia: era una donna trans, abbandonata dalla famiglia, che però ha voluto umiliarla un'ultima volta

Alessia Cirillo
Alessia Cirillo

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20 Aprile 2020 - 17.47


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L’avevano abbandonata perché non la accettavano per come era, ossia una donna. Le avevano dato quel nome, Alessio, e lei ne aveva cambiato l’ultima vocale, per sentirlo più suo, ma questo per la famiglia era stato un affronto che è stato lavato con un ultimo sfregio, uno cui Alessia non può ribellarsi. Perché Alessia è morta dopo una battaglia di tre anni contro la leucemia, battaglia in cui la sua famiglia l’ha lasciata sola ma si è poi arrogata il diritto di scrivere, sugli annunci mortuari, che ad essere morto è Alessio Cirillo. Non c’è rispetto, non c’è compassione, non c’è amore. Solo odio. 
“Quanta crudeltà può esistere nel cuore delle persone, quanto disonore devi ancora sopportare dalle persone che tanto amavi” dice Paola Cristiano, amica di Alessia: !Ti sei fatta un calvario di tre anni sperando sempre che da quella porta di ospedale entrasse la tua famiglia. Quel nome maschile che tanto odiavi, i pronomi maschili che tanto odiavi, almeno potevano regalarti un traparentesi detto Alessia. Il desiderio di una persona deve essere rispettato almeno nella morte. Ricordati che sarai sempre e solo Alessia. Sei una stella e non ti spegneranno mai”. 
Ricorda Alessia anche Daniela Lourdes Falanga, presidente di Arcigay Napoli: “Alessia ha lavorato tanto nella sua vita e ha anche vissuto con grande orgoglio il suo percorso di transizione. Viveva a Pompei ma il coming out per lei è stato un momento di dolore, perché ha spezzato i legami più solidi, quelli familiari, in maniera definitiva. Per questo, dopo un breve periodo in giro tra amici, affrontando le difficoltà di una vita che doveva reggere da sola, ha deciso di spostarsi a Perugia dove ha iniziato a lottare contro la leucemia, purtroppo arrivata per ben due volte a sconvolgerle la vita. E si è spenta così Alessia, tra le persone che la curavano e lontana dalla famiglia, nel coraggio di una donna che ha scelto la libertà”. 

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