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A La Zanzara in onda la peggiore transfobia: "Le trans non sono donne, hanno ancora il pisello"

Oggetto dell'uscita transfobica è la dottoressa Rachel Levine, sottosegretaria alla salute dell'amministrazione Biden.

Giuseppe Cruciani
Giuseppe Cruciani

globalist Modifica articolo

1 Febbraio 2021 - 18.12


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A La Zanzara, il programma radio noto per le provocazioni continue condotto da Giuseppe Cruciani, è avvenuto un episodio molto offensivo: qualche giorno fa, il leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, ospite del programma, aveva definito con la complicità del conduttore la dottoressa Rachel Levine, sottosegretaria alla salute dell’amministrazione Biden, ‘un uomo con la parrucca’ (Levine è una donna trans). Cruciani, per rincarare la dose, aveva detto: “Biden ha dato il via libera al fatto che i transessuali possano gareggiare con le donne. Secondo te è possibile che un trans possa gareggiare con le donne? Quello è un uomo. Quello è un uomo! Chiaro che diventa una follia. Una roba impari”. 
Gay.it, giornale online che riporta notizie inerenti al mondo Lgbtqi+, si era – giustamente – ribellato a questo travaso transfobico (se ve lo state chiedendo: definire una donna trans ‘ un uomo con la parrucca’ è transfobia). E oggi Cruciani ha deciso di fare una mossa molto meschina, ossia attaccare direttamente il giornale dicendo: “C’è un sito specializzato in notizie del mondo gay, Gay.it, che ci etichetta come una trasmissione ‘transfobica’. Questi non capiscono un cazzo. “La nuova sottosegretaria USA è un uomo con la parrucca”. A parte che non l’ho detto io ma Adinolfi, ma anche se l’avessi detto io qual è il problema. Tecnicamente è abbastanza vero se ha il pistolino. Se uno c’ha ancora le palle e il pisello, è un uomo con la parrucca. Adinolfi ha raffigurato la realtà, un uomo con la parrucca, qual è il problema? Non ho capito. È un uomo con la parrucca, ancora c’ha il pisello. Se io dico a Efe Bal che è un uomo con le tette? Non è che si incazza. Si incazzano i politicamente corretti del gaysmo. Cioè questi qua. Forse non hanno capito questi signori che per me Biden può nominare sottosegretari transessuali, froci, gay. Può fare qualsiasi cosa Biden, a me non me ne fotte un cazzo. Non sono come Adinolfi che si pone il problema della lobby gay che è arrivata a comandare nello studio ovale. A me non frega niente, se quella è brava, fa benissimo. Quindi questi qua di Gay.it non capiscono un cazzo. Sono talebani dell’omosessualità”. 
Si tratta di una manifestazione di ignoranza davvero abissale, un megafono all’intolleranza e alla transfobia che non dovrebbe essere tollerato, non in un paese civile. 

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