Open Arms, quando Salvini e Meloni scatenarono la gogna social contro Richard Gere

Da parte dell'allora Ministro Salvini e da Giorgia Meloni e da tutta l'area fascio sovranista si era scatenato un putiferio contro l'attore, accusato di 'volersi fare pubblicità'.

Matteo Salvini e Richard Gere

Matteo Salvini e Richard Gere

globalist 1 febbraio 2020
Oggi si è riaperto il caso Open Arms, che ha tenuta impegnata l'Italia da agosto fino a ottobre. Tra le varie vicissitudine di quei migranti, bloccati in mare aperto per 20 giorni da Salvini, c'è stata anche la visita dell'attore Richard Gere che era salito a bordo per portare cibo e conforto, oltre che per testimoniare le condizioni in cui stavano vivendo quelle persone. 
Da parte dell'allora Ministro dell'Interno Salvini e da Giorgia Meloni e tutta l'area fascio sovranista si era scatenato un putiferio contro l'attore, con Salvini che addirittura lo accusava di 'volersi fare pubblicità'. "Visto che i suoi amici della ong hanno 180 immigrati a bordo, sono sicuro che il generoso milionario li ospiterà tutti nelle sue ville. Sbaglio?" aveva scritto Salvini, che in quel periodo era in piena ubriacatura da mojito del Papeete. 
"Secondo i dati ufficiali, il 90% di chi è sbarcato illegalmente in Italia negli ultimi anni è uomo e solo il 10% donna. Ma quando una star di Hollywood come Richard Gere decide di fare la sua comparsata a favore di telecamera su una nave Ong, guarda caso, spuntano per la foto moltissime donne. Perché per i nuovi schiavisti è più facile fare propaganda immigrazionista facendo vedere donne e bambini che non solo uomini adulti (come avviene di solito). Ci prendono per scemi? Open Arms e Richard Gere da quanto tempo hanno concordato questo spot?" era stata invece la sparata di Giorgia Meloni. 
Ovviamente l'esempio è stato abbondantemente seguito su twitter dai vari account sovranisti, che però nella fantasia non sono riusciti a eccellere: parafrasando Salvini, più o meno tutti sono riusciti solo a chiedersi "perché non te li porti a casa tua?".